Barclays, i nuovi requisiti patrimoniali previsti da Basilea 3 minacciano l’attività di trade finance per le pmi

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di Redazione 27 Gennaio 2012 | 11:42
Parla Chye Tan, Global Head of Trade and Working Capital del colosso bancario britannico, secondo cui…

L’implementazione da parte dell’Unione europea dei parametri sui requisiti patrimoniali previsti da “Basilea III” rischia di compromettere l’attività di Trade Finance a danno soprattutto delle pmi del Vecchio Continente. L’allarme arriva da Barclays che – nel corso di una tavola rotonda presso il Parlamento Europeo coordinata dal parlamentare Bendt Bendtsen – ha messo in luce il profondo impatto che le nuove regole relative ai requisiti patrimoniali avranno sulla capacità di esportazione delle pmi. “Alcuni aspetti di Basilea III contribuiranno a rendere il sistema bancario più sicuro e solido e pertanto sarebbero da considerare come elementi positivi”, ha osservato Kah Chye Tan, Global Head of Trade and Working Capital di Barclays. Tuttavia, ha aggiunto, “c’è bisogno di un ulteriore intervento da parte delle autorità di regolamentazione, così come delle banche, per evitare che alcune misure danneggino in modo sproporzionato la capacità degli istituti finanziari di sostenere il business delle pmi a livello globale”. Oltre il 70% dei clienti di Barclays – area Trade Finance – sono pmi e, secondo Tan, proprio queste ultime subirebbero il maggiore impatto dai parametri di Basilea III e dalle disposizioni della direttiva CRD IV, così come appaiono attualmente, scatenando un effetto domino sulla crescita.
 

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