Bolton (BlackRock), gli utili societari saranno il motore dei rendimenti azionari

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di Redazione 3 Febbraio 2012 | 09:15
Nigel Bolton, capo del team azionario europeo di BlackRock, ha presentato alcune considerazioni sul 2011 e un outlook sul 2012…

Le previsioni sull’economia e sulla crescita degli utili delle società per il 2011 si sono rivelate troppo ottimistiche. Parola di Nigel Bolton, Capo del BlackRock European Equity Team, che ha presentato alcune considerazioni sul 2011 e un outlook sul 2012. “Nel gennaio 2011 avevamo previsto una crescita del 15% degli utili societari per l’anno in corso. La concomitanza di eventi tragici quali il terremoto e lo tsunami giapponesi, la primavera araba (con relativa impennata dei prezzi del petrolio) e l’inasprimento della crisi del debito sovrano europeo hanno inferto un duro colpo all’economia e alle aziende a livello globale. Abbiamo rivisto pertanto le nostre previsioni al ribasso all’inizio dell’estate scorsa, spostando le prospettive verso una crescita zero per il 4° trimestre del 2011”.

“Le previsioni sulla crescita degli utili delle società nel 2011 sono state influenzate da una crescita più debole delle aziende rispetto a quella prevista e dalle pressioni sui margini. Questi fattori, uniti ad un maggiore premio di rischio per le attività europee, dovuto alla crisi del debito sovrano, hanno rappresentato, a loro volta, la nostra ragione della correzione delle previsione in chiusura dell’anno”.

“Un altro elemento di grande importanza registrato nel 2011 è stato l’ impatto e l’influenza dei fattori macro sui corsi azionari. Tale elemento ha spostato l’attenzione dagli ottimi fondamentali delle società in favore di attività di tipo trade/speculativo”.

“Nonostante ciò, è interessante notare che nei dodici mesi sono stati i titoli azionari europei a registrare un’eccellente performance rispetto ai mercati emergenti e al Giappone. Questo dato è ancor più sorprendente se si considera che l’Europa è stata l’epicentro di molte preoccupazioni da parte degli investitori globali”.

Prospettive degli utili societari

“Nel lungo termine riteniamo che la generazione di utili e di liquidità da parte delle società siano i motori guida dei rendimenti azionari. Pertanto, il nostro indice più importante sono le prospettive degli utili societari”.

“Abbiamo aperto il 2012 con le previsioni di consenso sugli utili, nonostante i continui downgrade legati maggiormente alle preoccupazioni relative all’incidenza della crisi del debito sovrano sull’attività economica in Europa. E’ importante inoltre ricordare che, nonostante la debolezza delle prospettive della domanda interna per l’Europa, oltre il 50% degli utili societari europei proviene adesso dai paesi fuori Eurozona. Durante il 2011 il tasso euro/dollaro statunitense ha toccato il picco di 1,48, ma è sceso negli ultimi quattro mesi, esordendo nel 2012 con una percentuale inferiore a 1,27. Se nel 2012 si manterrà questo valore, come prevediamo, ciò sarà di aiuto agli utili europei”.

“In generale, prevediamo un calo degli utili tra lo 0% e il -5% nel 2012, percentuale inferiore alla cifra dell’attuale consenso sulla crescita dell’11%, ma più elevata rispetto alla serie di stime di tipo top-down tra il -10% e il -15%. Tuttavia, persiste una notevole incertezza intorno alle prospettive economiche globali per la crescita degli Usa e dei paesi emergenti, ma anche intorno alla profonda recessione registrata nell’Eurozona”.

Prospettive generali

“Nel 2011 gli investitori hanno subito la grande volatilità del mercato di tipo “risk-on” e “risk-off”, a discapito dei fondamentali delle aziende. E’ difficile che il primo semestre del 2012 registri un cambiamento in questo senso. Lo scenario economico in Europa peggiorerà nel primo semestre, ma ciò non sorprenderà gli investitori avendo agito in via preventivo sotto pesando i titoli azionari. La sorpresa potrebbe derivare da una crescita economica globale più forte e da un Euro più debole che aiuterebbe la crescita europea”.

“Bisogna ricordare che per stabilire la direzione del mercato è necessario posizionarsi in un arco temporale di medio lungo termine (12-18 mesi), in quanto il mercato azionario è un meccanismo discontinuo. Nel contesto attuale di mercato, in aggiunta, diventa sempre più difficile fare delle previsioni in quanto tutto è fortemente dipendente dalle decisioni politiche”.

“I bilanci delle società sono normalmente solidi, le valutazioni sono interessanti e i titoli azionari europei sono poco inflazionati. Gli investitori stanno scontando un significativo premio di rischio per le incertezze politico-economiche in Europa e le azioni di molte società hanno già subito un sensibile abbassamento del rating nel 2011”.

“Nel 4° trimestre alcune società europee hanno cominciato a beneficiare dei miglioramenti dell’economia statunitense, avvantaggiandosi della crescita della domanda di esportazioni dal resto del mondo e da un Euro più debole. Per quanto concerne le valutazione, nonostante il mercato si posizioni ancora su livelli difensivi, si registra una corsa all’acquisto di quei titoli azionari di società con grande solidità. A nostro parere i rendimenti dei mercati per il 2012 resteranno probabilmente volatili nel breve termine. Se, tuttavia, non si risolverà la crisi del debito sovrano, la riduzione nel premio di rischio potrebbe consentire una riassegnazione del rating dei titoli azionari europei. In un tale scenario sarà assolutamente possibile una rassegnazione del rating del mercato a un rapporto prezzo/utili pari a 12,5 volte. Unito a un rendimento del 4%, ciò fornirebbe un total return pari al 20% dai livelli attuali”.

 

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