Banche: solo in tre non passano l’esame dell’Eba

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di Redazione 10 Febbraio 2012 | 10:41
A Öesterreichische Volksbank, Dexia e WestLB occorrono nuovi aiuti di stato. Alle banche greche ci penseranno Ue e Fmi nell’ambito del nuovo piano di aiuti ad Atene

L’Eba ha fatto ufficialmente sapere ieri sera di aver ricevuto dalla singole autorità nazionali i piani di rafforzamento patrimoniale delle 31 banche sistemiche europee oggetto delle raccomandazioni dell’authority europea dello scorso dicembre. L’Eba analizzerà i piani in dettaglio nel corso della prossima settimana ma dalla prima analisi aggregata è emerso che la carenza di capitale segnalata dall’authority a livello aggregato “sarebbe stata adeguatamente coperta dalle misure indicate nei piani, incluso un capitale addizionale pari a circa il 26% della carenza inizialmente individuata”.

Delle misure adottata il 77% avrà un impatto diretto sul capitale e coprirà il 96% delle richieste avanzate dall’Eba, mentre il 23% circa ha agito sugli asset a rischio (rwa). Tre banche (Öesterreichische Volksbank AG, DexiaWestLB AG) della lista originale stilata dall’Eba a dicembre avranno bisogno di “un significativo processo di ristrutturazione” e pertanto per loro l’Eba non richiederà di adeguarsi all’obiettivo di un Core Tier 1 pari al 9% entro giugno 2012 dopo l’approvazione di adeguati aiuti statali.

Inoltre le carenze patrimoniali delle banche greche (stimate da alcuni in 15 miliardi di euro, ndr) “sono state identificate come un componente del pre-accordo nell’ambito del piano di aiuti Ue-Fmi e verranno trattate separatamente”. Il focus dei piani di ricapitalizzazione approvati dall’Eba verte dunque “su una carenza di capitali pari a 78 miliardi di euro identificata per le altre banche” rispetto alle quali si era svolto lo stress test di dicembre.

Complessivamente l’impatto negativo delle misure approvate dovrebbe essere “inferiore all’1%” in termini di minore erogazione del credito precisa l’Eba nella sua nota. Il prossimo passo, conclude l’Eba, vedrà le banche ricevere “una chiara guidance sui rispettivi piani dalle singole autorità nazionali agli inizi di marzo” dopo di che l’Eba continuerà a monitorare lo sviluppo di tali piani in vista della scadenza del prossime mese di giugno.

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