Azimut, se tutto va bene arriva il miliardo

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di Maria Paulucci 15 Marzo 2012 | 09:26
Il numero uno Giuliani presenta i dati, i prodotti e i piani per l’estero e l’Italia

Ci confrontiamo con Pietro Giuliani, classe 1956, presidente e amministratore delegato di Azimut Holding, agli inizi di marzo, subito dopo l’approvazione da parte del cda del progetto di bilancio e della diffusione dei numeri sulla raccolta. Argomenti di cui parlare ce n’è in abbondanza. Ma la prima domanda di BLUERATING è sui promotori finanziari delle reti di Azimut, che poi sono anche gli azionisti della società quotata a Piazza Affari dal 2004.

Giuliani, anche voi avete fatto di recente un “giro della rete”? Quali temi sono emersi dal confronto con i vostri promotori finanziari? Qual è il loro stato d’animo, in questo momento?

Incontriamo i nostri pf e private banker in diverse occasioni durante l’anno. Prima di Natale abbiamo visto molti colleghi sul territorio. A inizio anno c’è stata la convention di gruppo, nella quale si sono riuniti tutti i nostri professionisti e in cui abbiamo illustrato le attività dell’anno in corso. Ad aprile riprenderemo gli incontri nei nostri patti di consultazione. Il confronto con le reti, però, non si esaurisce in questi momenti. La flessibilità e la linearità della nostra struttura permettono un dialogo costante in cui ciascuno può esprimere le proprie idee, opinioni, critiche. Lo stato d’animo attuale è positivo, i primi mesi del 2012 sono stati buoni, abbiamo saputo contrastare l’anno difficile dei mercati e il conseguente clima di sfiducia dei clienti investendo e sostenendo un’intensa attività di marketing che ci ha visti protagonisti di diverse iniziative tra le quali gli oltre 150 eventi organizzati sul territorio per promuovere i nuovi prodotti fra la seconda metà del 2011 e i primi giorni del 2012.

Come commenta la raccolta a gennaio e a febbraio?

In un contesto macroeconomico ancora incerto, seppure in miglioramento rispetto a qualche mese fa, i primi mesi del 2012 sono stati incoraggianti, come dimostrano gli oltre 300 milioni di euro di raccolta di risparmio gestito. I nostri fondi hanno registrato da inizio anno una performance media ponderata, al netto dei costi, superiore al 6%, al di sopra sia del risk free sia dell’indice di settore.

Qual è la valutazione su raccolta e patrimonio nel 2011?

È stato un anno difficile, sia per l’industria del risparmio gestito che per i mercati finanziari, per cui possiamo essere soddisfatti dei risultati ottenuti. Il totale della raccolta netta dell’anno appena concluso è stato pari a 1,13 miliardi di euro e i primi mesi del 2012 confermano il trend positivo. Le masse, comprensive del risparmio amministrato, si sono attestate a fine dicembre a 16,5 miliardi di euro, di cui 14,6 miliardi fanno riferimento alle masse gestite. Negli ultimi tre anni le masse in gestione del gruppo hanno registrato una crescita cumulata del 34%, contro un 11% dell’industria italiana, e la performance media ponderata dei nostri fondi, al netto dei costi, è stata del 14%, superiore sia al risk free che all’indice di settore. Direi quindi che ci sono tutti i presupposti per essere ottimisti.

Il 2011 è stato a livello di mercato l’anno dell’amministrato. Ora all’orizzonte si intravede la possibilità di un recupero del gestito. Voi come potreste approfittarne?

Il nostro focus rimane sui prodotti di risparmio gestito e, in controtendenza rispetto a quello che sta avvenendo nel settore, continuiamo a investire molto ricercando in tutto il mondo competenze gestionali che, anche attraverso strumenti decorrelati, creino valore e proteggano i capitali dei clienti. Noi rappresentiamo un esemplare unico sul mercato italiano grazie al controllo dell’intera catena del valore, che va dalla gestione alla distribuzione. Liberi da vincoli e indipendenti, continuiamo a credere che la nostra strategia incentrata sull’integrazione tra produzione e distribuzione possa creare valore nel medio-lungo periodo per clienti e azionisti. In una situazione di mercati favorevoli, possiamo considerare verosimile ritrovarci a fine 2012 con una raccolta tra il miliardo e il miliardo e mezzo.

Sul fronte del reclutamento, com’è andato il 2011 e quali sono i target per il 2012?

Il reclutamento nel 2011 è stato positivo: Azimut Consulenza, Az Investimenti e Apogeo hanno registrato 129 nuovi ingressi, portando il totale delle reti del gruppo a fine dicembre a 1.390 unità. Per il 2012 vogliamo continuare su questa strada, reclutando nel nuovo anno tra i 100 e i 125 professionisti. Voler puntare sulla qualità significa che cerchiamo promotori e manager capaci che non abbiano paura e, soprattutto, abbiano voglia di resistere e cambiare tutti quei “malvezzi” che si stanno consolidando nel settore e che stanno portando i promotori e le società prima a non crescere più, e poi a sparire. Vogliamo attrarre professionisti anche con background diversi dal nostro ma motivati e intraprendenti, che desiderino mettere a disposizione la loro esperienza per arricchire quella del gruppo in un mondo che, per chi non se ne fosse accorto, è già cambiato.

Come sta andando la divisione wealth management?

Continua a crescere e reclutare professionisti di alto standing che hanno maturato esperienze in primarie realtà internazionali o italiane nel settore del private banking, come dimostrano gli ultimi ingressi: Massimo Jakelich, per esempio, che proviene da Vontobel. Ad oggi sono 96 i private banker che hanno scelto di far parte di questo progetto – di cui 15 arrivati solo nell’ultimo anno – in cui possono crescere e guadagnare per quanto valore portano. Molto è stato fatto anche dal lato dell’offerta, che è stata arricchita di servizi concreti per la gestione del patrimonio dell’impresa, la famiglia e la persona fisica quali, ad esempio, analisi del portafoglio evoluta, private insurance nelle sue diverse forme, wealth planning, portafogli consigliati con un modello proprietario. Servizi che si vanno ad aggiungere a quelli fiduciari, di consulenza legale, successoria e trust, servizi alle imprese in Italia e all’estero, servizi di investment banking, private equity, e linee di gestione realmente personalizzate.

Novità in vista sui prodotti?

Ne abbiamo da poco lanciati quattro nuovi che, ciascuno con le proprie peculiarità, esprimono l’attenzione costante che il gruppo dedica alla ricerca di soluzioni innovative per la propria clientela. Il Bond target giugno 2016 e l’International bond target giugno 2016 ampliano la famiglia Target dei fondi obbligazionari a scadenza. Il primo investe principalmente in titoli obbligazionari dell’area euro, mentre il secondo investe in obbligazioni in aree non euro. Sulla scia del successo del fondo Solidity, che investe esclusivamente in titoli di Stato italiani, e dell’iniziativa dell’Azimut Btp Day promossa il 12 gennaio, abbiamo costituito Patriot, prodotto specializzato nell’investimento in titoli governativi prevalentemente italiani che può investire in misura contenuta anche in obbligazioni corporate italiane. Infine, abbiamo ampliato la gamma delle soluzioni a gestione quantitativa con il QInternational, un nuovo prodotto che combina una forte diversificazione per asset class (azionario, obbligazioni governative, crediti, valute, materie prime) e aree geografiche con una gestione dinamica del portafoglio e un forte controllo del rischio.

Sugli accordi con le altre società, cosa c’è in programma? E per quanto riguarda i supporti tecnologici?

Abbiamo siglato di recente due nuovi accordi con Invesco e Amundi, che si aggiungono alle altre case di investimento presenti nei nostri prodotti multi manager. Abbiamo poi potenziato gli investimenti tecnologici per implementare a breve il caricamento decentrato con cui semplificare l’operatività e velocizzare i tempi di sottoscrizione, di switch e di aggiuntivi dei nostri prodotti e dei prodotti di terzi. Particolare attenzione anche al flusso informativo, che riveste un ruolo sempre più importante. Un esempio è l’implementazione dell’Intrapad (piattaforma di comunicazione su IPad) per gestire al meglio la comunicazione interna riservata ai financial partner del gruppo, facilitare la relazione con il cliente ed esaltare gli aspetti di marketing relazionale. Con questo mezzo, riusciamo a gestire diversi momenti di comunicazione rivolti in primis ai nostri pf ma con effetti positivi pure sulla clientela: dai sondaggi con i quali registriamo i feedback sulle varie iniziative commerciali alle più complesse brochure multimediali e la neonata Azimut tv, tramite cui veicoliamo novità e approfondimenti.

Vedete qualche opportunità di m&a qui in Italia?

Siamo un’azienda non indebitata, godiamo di una forte posizione finanziaria netta che ad oggi ha raggiunto i 140 milioni e potremmo quindi sostenere nuove acquisizioni se si presentassero condizioni favorevoli. Al momento, però, non mi sembra ce ne siano all’orizzonte. Rimaniamo comunque vigili.

E per quanto riguarda l’estero?

La nostra strategia è cercare e costruire partnership con team di gestione e distribuzione localizzati nei diversi continenti, così da sviluppare una diretta presenza in quelle zone e apportare competenze specifiche per migliorare la nostra capacità nella gestione. Oltre all’Europa, rafforzeremo la presenza in Asia spingendoci fino all’Australia e creeremo un polo anche in America – in particolare nel sud America – in modo da coprire tutti i principali mercati in tempo reale. I contatti avviati sono molti: alcuni progrediscono positivamente, come in Brasile, ma è prematuro trarre conclusioni, non fosse altro che per semplice scaramanzia.

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