FonSai: con Unipol un miliardo di utili al 2015, occhi puntati sul titolo

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di Redazione 16 Marzo 2012 | 09:28
Il cda di Unipol ha anche approvato il bilancio 2011, chiuso con una perdita di 94 milioni a causa della…

Grazie al progetto di fusione con Unipol, il gruppo assicurativo della famiglia Ligresti, FonSai arriverebbe al 2015 con un utile netto di un miliardo di euro. Sono i numeri preliminari svelati ieri dalla compagnia bolognese, il cui cda ha esaminato le linee guida strategico-industriali dell’integrazione con FonSai e le prime stime quantitative degli obiettivi e delle sinergie potenziali del maxi-polo assicurativo. Inoltre sempre per quell’anno sono attesi 17,6 miliardi di euro di raccolta premi, sinergie pari a circa 300 milioni, un margine di solvibilità pari a 1,5 volte il limite regolamentare e un combined ratio (l’indicatore di una sana e redditizia gestione industriale) di circa 93%,

Ieri UniCredit, in qualità di banca agente del pool di creditori, con una lettera ha sollecitato da una parte Premafin a varare l’aumento di capitale e dall’altra ad accelerare sul piano con Unipol. Piano che comunque dovrebbe arrivare prima dell’avvio degli aumenti di capitale delle due compagnie. Ieri non si è riunito solo il cda di Unipol che ha anche approvato i risultati del 2011, chiuso in perdita di 94 milioni a causa della pulizia di bilancio fatta sull’avviamento di Unipol Banca, ma anche il cda di FonSai.

La compagnia dei Ligresti ha confermato a 1,1 miliardi di euro l’ammontare dell’aumento di capitale, non accogliendo così l’invito di Premafin a valutare una diminuzione del fabbisogno patrimoniale alla luce dei segnali di stabilizzazione sui mercati, che hanno portato il margine di solvibilità a risalire all’8 marzo a quota 90 rispetto al livello shock di 75 punti toccato a fine 2011. Approvati anche i conti 2011, che avrebbero evidenziato una perdita di poco superiore al miliardo. Oggi intanto è scaduto il termine entro cui Sator e Palladio, che stanno cercando di contendere FonSai a Unipol, avrebbero potuto recedere dall’offerta su Premafin a cui spetta il compito di valutare l’offerta.

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