Giornata di conti per UniCredit, 2011 visto in rosso per 9,2 miliardi

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di Redazione 27 Marzo 2012 | 06:53
La banca dovrebbe aver chiuso il periodo ottobre-dicembre con un utile netto di 30 milioni, mentre per l’intero esercizio il consenso si aspetta una perdita di…

UniCredit pubblicherà oggi i conti relativi al quarto trimestre e all’intero 2011, mentre cresce l’attesa per la nomina del successore del presidente a Dieter Rampl, sui cui piazza Cordusio dovrebbe alzare il velo entro Pasqua o, al più tardi, a metà aprile quando scadranno i termini per presentare le liste per il rinnovo dell’intero board.

Secondo il consenso degli analisti, la banca dovrebbe aver chiuso il periodo ottobre-dicembre 2011 con un utile netto di 30 milioni, mentre il Credit Suisse, meno ottimista, si attende un rosso di un milione di euro incorporando circa 90 milioni di euro di svalutazioni sul debito greco – che ammonteranno a 100 milioni per Banca Akros -e altri 90 milioni di euro di costi di ristrutturazione non ricorrenti.

Quanto all’intero esercizio, il consenso indica una perdita di 9,2 miliardi di euro a causa della maxi-svalutazione decisa nel terzo trimestre su avviamenti e altri asset. Alla luce di questa previsione, sostengono gli analisti di Banca Akros (rating hold, target a 4 euro), non verranno distribuiti dividendi, al contrario di quanto avvenuto nel 2010, quando la cedola era stata di 0,03 euro per azione.

I ricavi del quarto trimestre dovrebbero salire infine per il Credit Suisse del 6% trimestre su trimestre a 6,1 miliardi di euro, ma scendere del 6% anno su anno, per via di un net interest income leggermente più debole, a 3,78 miliardi (-1% trimestre su trimestre, -5% anno su anno) rispetto ai 3,9 miliardi del 2010.

Da parte sua Mediobanca – della quale UniCredit è il principale azionista, conferma invece il giudizio outperform, evidenziando che piazza Cordusio potrebbe prendere in considerazione la vendita degli asset in Kazakhstan, Ucraina, Ungheria, Romania e nei paesi baltici per migliorare i propri ratios patrimoniali.

Quanto al nodo della presidenza, tra i nomi circolati ci sono quelli di Angelo Tantazzi, Giuseppe Vita, Domenico Siniscalco, Alberto Cribiore, cui si è aggiunto negli ultimi giorni quello dell’attuale presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il cui mandato scade tra poco. Sono invece tramontate le ipotesi Gabriele Galateri (confermato alla guida delle Generali), Andrea Orcel (approdato in Ubs), Gian Maria Gros Pietro (candidato dalla Provincia per Compagnia di San Paolo) e Fabrizio Palenzona, che ha dichiarato di non essere disponibile.

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