Mps: piano industriale a giugno, nessun rallentamento da inchiesta Gdf

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di Redazione 10 Maggio 2012 | 12:47
Intanto le Fiamme Gialle hanno fatto sapere di non escludere che la banca sia vittima di operazione Antonveneta…

Banca Monte dei paschi di Siena , investita ieri da una inchiesta sulla acquisizione di banca Antonveneta, presenterà al mercato l’aggiornamento del piano industriale a metà giugno, come previsto, e non sarà rallentata dall’azione della Procura di Siena. Parola di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, presidente e a.d. dell’istituto, nella loro prima conferenza stampa congiunta.

“Stiamo lavorando intensamente secondo i piani stabiliti alla revisione del piano industriale che verrà presentato al mercato a metà di giugno per renderlo coerente con la finalizzazione del piano Eba”, ha detto Viola, sottolineando che per realizzare il piano sono stati raggiunti gli obiettivi previsti per il capital management e l’ottimizzazione degli attivi e che resta ora da realizzare il piano delle cessioni. “Le prime due gambe coprono poco più del 50% (del piano da 3,26 miliardi di euro) mentre per l’asset disposal entriamo nella fase di raccolta dei frutti di questa attività”, ha aggiunto.

Quanto all’inchiesta, che ieri ha visto perquisizioni e acquisizioni di documenti a Siena e in altre città in relazione a ipotesi di ostacolo di attività di vigilanza e manipolazione del mercato, Profumo ha detto che la banca darà “la massima collaborazione e trasparenza perché l’inchiesta finisca nel più breve tempo possibile, perché la nostra preoccupazione è per le nostre 31 mila persone”. Il neo presidente del Monte si è detto anche stupito per l’ampiezza e il numero dei soggetti che sono stati ieri “visitati” dalla Guardia di Finanza. Viola da parte sua ha espresso stupore per il fatto che si stia mettendo in discussione il prestito fresh 2008 da un miliardo che è servito alla banca per finanziare parte dell’acquisizione da 10 miliardi di Antonveneta. “Sul fresh, le strutture competenti della banca hanno fatto una valutazione che conforta nella sua computabilità nel capitale core della banca, cioè come Core Tier1. E questo fresh è del 2008. Personalmente faccio fatica a capire come una operazione del 2008 possa essere messa in discussione”, ha detto Viola.

Intanto il comandante provinciale delle Fiamme Gialle di Siena, Giampaolo Mazza, ha fatto sapere che la Guardia di Finanza – incaricata delle indagini – sospetta che Mps possa aver avuto solo ripercussioni negative dall’operazione e non esclude che la banca possa essere una vittima nell’intera vicenda. “Fino a che punto sono solo procedure anomale o elementi di altra natura che non prevedono reato non possiamo ancora saperlo”.

Il comandante ha aggiunto che le perquisizioni – che ieri hanno riguardato le sedi legali di Mps, della Fondazione, abitazioni di loro dirigenti, sedi del Comune e della Provincia di Siena oltre a sedi di altre banche in diverse città – si “sono già chiuse, ci sono solo dettagli che vanno definiti ma la raccolta della documentazione è conclusa”. Mazza ha spiegato che adesso i documenti saranno analizzati “da personale con preparazione specifica del nucleo tributario di Roma e per aiutare a vedere le vicende sul profilo penale”. Secondo una fonte, la contestazione del reato di manipolazione del mercato e ostacolo alle funzioni delle autorità di vigilanza riguarderebbe comunicazioni non veritiere fatte nel 2008 alla Banca d’Italia sulle caratteristiche dell’emissione fresh da un miliardo.

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