Mps: Profumo, il nostro obiettivo è tutelare i posti di lavoro

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di Redazione 28 Maggio 2012 | 07:19
Il neo presidente di Mps, Alessandro Profumo, ospite di “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, ha parlato anche dell’inchiesta giudiziaria intorno a Rocca Salimbeni…

“Il nostro obiettivo è di tutelare i posti di lavoro. I bilanci si fanno sui costi e sui ricavi poi si traccia una linea e si vede se i conti tornano. Se non si riesce a far quadrare i conti dobbiamo capire cosa fare”. Lo ha detto il presidente di Mps, Alessandro Profumo, ospite di “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, a proposito del piano di ritrutturazione della banca, specificando che non è auspicabile taglaire posti di lavoro e “cercheremo di lavorare prima su altri fronti”.

Profumo ha parlato anche dell’inchiesta giudiziaria intorno a Rocca Salimbeni per i fondi per l’acquisizione di Antonveneta, sottolineando che è la vicenda  riguarda il passato: “Oggi il cda e la struttura manageriale sono stati rinnovati totalmente. Il nostro compito è di guardare in avantì, dimostrando innanzitutto che essere antichi non significa essere vecchi ma avere una storia, delle radici nel rapporto con il territorio e con la clientela. Ci sono molti elementi di forza che devono permetterci di andare avanti”. Inoltre, ha sottolineato ancora Profumo, “l’Eba ci ha richiesto 3,26 miliardi, il gap patrimoniale che noi abbiamo per i titoli di Stato italiano è di circa 3,4 miliardi: cioè tutto il nostro bisogno di capitale nasce esclusivamente dal fatto che abbiamo un portafoglio di titoli di Stato italiani”.

Poi rassicura: “Le banche italiane sono solide, hanno affrontato bene questa crisi. Hanno nei propri portafogli titoli di Stato che saranno ripagati. C’è una differenza tra quello che sta succedendo in Grecia e Spagna, dove si parla di fuga dai risparmi bancari, Profumo ha detto che in Italia “non rileviamo questa tendenza”. Certo, aggiunge, il rischio di un’eventale uscita dalla Grecia pesa sugli italiani, “un rischio che ora ha il 50% di probabilità, ma penso che andremo avanti nell’integrazione dell’Unione europea e quindi l’euro non salterà”.

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