Banca Generali fa il coast to coast

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di Redazione 28 Maggio 2012 | 09:44
La società ci illustra la situazione in Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia

Una crescita capillare in tutte le regioni, che fa registrare oltre mille nuovi clienti al mese; una raccolta che nei primi quattro mesi dell’anno è arrivata a sfiorare i 690 milioni di euro, con un balzo in avanti del 60% su base annua. Sono questi i numeri di Banca Generali nel 2012, che testimoniano un mix azzeccato di soluzioni di investimenti e consulenza qualificata, ma anche i risultati positivi ottenuti dalla ricerca di professionisti d’eccellenza, divenuta il cavallo di battaglia del gruppo guidato da Piermario Motta, che da nord a sud si dimostra in continua evoluzione. Le conferme giungono anche dall’analisi specifica di alcune regioni di competenza, che consentono di approfondire l’approccio del Leone di Trieste. È il caso, per esempio, di Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo, regioni coordinate dall’area manager Corrado Liguori, che a BLUERATING spiega: la nostra miscela di fattori di successo è fatta di qualità e trasparenza nella gestione del servizio alla clientela e di profili di elevato standing nei reclutamenti.

Liguori, abbiamo visto i dati positivi a livello di gruppo. Ma guardando alla sua specifica area di competenza nel sud Italia, che forse più di altre zone sconta gli effetti della crisi, che cosa emerge?

Le pressioni nell’economia, non solo italiana ma anche internazionale, sono evidenti e rendono certamente più difficili le sfide per gli operatori come noi, specializzati nella gestione del risparmio e chiamati a un impegno sociale importante. Ma gli sforzi nel trovare soluzioni in grado di rassicurare e garantire gli obiettivi degli investitori stanno mostrando risultati molto positivi: da gennaio abbiamo messo a segno u n a crescita della raccolta netta di quasi 30 milioni di euro, registrata per metà circa da nuovi reclutamenti. Il livello delle masse è aumentato del 7% raggiungendo gli 856 milioni, con un portafoglio medio a doppia cifra per i professionisti di queste regioni.

Crede che sia possibile mantenere questo livello di marcia anche per i prossimi mesi? Quali obiettivi vi siete posti per il 2012?

Nonostante la volatilità delle ultime settimane , siamo convinti di poter essere d’aiuto alla clientela in questa fase delicata dell’ econo – mia e dei mercati. Crediamo di poter raccogliere circa 100 milioni di euro entro fine anno e di inserire almeno sei grandi profili di consulenti con portafogli “importanti”. In entrambe le direzioni, siamo già a un ottimo punto.

A proposito di volatilità, come sta reagendo la vostra clientela alle incognite dell’euro e alle pressioni dalla crisi dei debiti sovrani?

C’è certamente molta preoccupazione. La politica di attenta diversificazione che abbiamo instaurato da tempo sui portafogli dei nostri clienti rappresenta un elemento di forti garanzie. Riscuotono molto successo in questa fase le gestioni patrimoniali e le polizze assicurative con sottostante in gestioni separate a capitale protetto. Si tratta di soluzioni come la Bg Target o la New Security, che tranquillizzano i risparmiatori pur non rinunciando alle opportunità in Paesi dai fondamentali solidi come determinati emergenti. Affianchiamo poi a questi prodotti titoli obbligazionari di massima affidabilità e offerte di liquidità come il conto deposito Bg Champion, capace di garantire rendimenti molto competitivi per un istituto di grande solidità patrimoniale come il nostro. Al di là dei prodotti, quello che emerge chiaramente è la presa di coscienza da parte della persone circa l’importanza di avere un consulente preparato al proprio fianco per costruire assieme la propria pianificazione finanziaria.

Anche in zone tradizionalmente presidiate dagli istituti commerciali dai forti legami con le famiglie sta cambiando questa tendenza?

Con la crisi attuale, le banche retail stanno tornando ai loro servizi di base, abbandonando tutta una serie di iniziative correlate che non riuscivano a svolgere in modo efficiente. In questo momento le criticità nel funding e la stretta creditizia le costringono a sacrificare l’assistenza alla clientela, relegando molto spesso i loro consigli di investimento alle proprie obbligazioni o ai prodotti di casa. Questo aspetto è sempre più distintamente percepito. E lo stesso si può dire della necessità di trovare interlocutori trasparenti e senza conflitti di interessi, con cui affrontare le complessità all’orizzonte.

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