Banor Sim, crescono del 30% in 12 mesi le masse in gestione

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di Chiara Merico 26 Maggio 2017 | 09:44
L’ad Cagliero: “Abbiamo anticipato la Mifid 2 di 17 anni, cioè fin dal primo giorno di attività. Non applichiamo retrocessioni: il mercato riconosce la trasparenza della nostra struttura commissionale e l’assenza di conflitti di interesse quali nostri punti di forza”.

APPUNTAMENTO A TORINO – Banor Sim, tra le principali sim italiane indipendenti, specializzata nella gestione di capitali e nella consulenza su grandi patrimoni, ha incontrato a Torino gli investitori in occasione dell’inaugurazione dei nuovi uffici in Piazza Carignano 2 e presenta, al Teatro Carignano, i risultati raggiunti e il punto sui mercati insieme al professore di value investing alla London Business School ed esperto di mercati USA, Eddie Ramsden, e al Vice Presidente della Banca Europea per gli Investimenti, Dario Scannapieco. Al 30 marzo 2017 la società registrava masse in gestione e advisory per oltre 4 miliardi di euro solo in Italia. “I risultati raggiunti solo nel primo trimestre 2017 confermano il trend di crescita degli anni scorsi, racconta Massimiliano Cagliero, fondatore e amministratore delegato di Banor Sim. “Abbiamo incrementato del 30% negli ultimi 12 mesi gli asset in gestione discrezionale: siamo cresciuti in modo stabile, fedeli al nostro impegno di rendimenti costanti nel tempo e sempre alla ricerca di idee d’investimento nuove ispirate ai principi value” continua Cagliero, illustrando il business model di Banor Sim: 75 professionisti, un team di analisti certificati CFA e una squadra di gestione dedicata, otto linee di gestione. “Abbiamo anticipato la Mifid 2 di 17 anni, cioè fin dal primo giorno di attività. Non applichiamo retrocessioni: il mercato riconosce la trasparenza della nostra struttura commissionale e l’assenza di conflitti di interesse quali nostri punti di forza. La nuova normativa accelererà il processo di consolidamento in atto sul mercato e gli operatori indipendenti come noi ne beneficeranno.” Ha proseguito Cagliero, tracciando le prospettive per il futuro “Vediamo molte opportunità per soggetti indipendenti presenti da molti anni sul mercato come noi: da un lato diversi operatori internazionali hanno lasciato il mercato italiano aprendo spazi nuovi per quelli domestici, dall’altro si assiste ad un processo di consolidamento, con alcuni attori indipendenti che hanno deciso di cedere l’attività ad altri istituti bancari italiani o esteri”.

VALUE INVESTING – La filosofia di gestione di Banor Sim è ispirata ai principi del value investing, è cioè orientata ad individuare il valore inespresso delle società. Con il supporto del team di analisti, gli esperti di Banor incontrano il top management delle società che seguono almeno due volte l’anno e si confrontano regolarmente con i grandi gestori internazionali. “Siamo sempre alla ricerca di idee per creare valore nel tempo” spiega Luca Riboldi, alla guida del team di gestione di Banor Sim, introducendo la posizione della casa sui mercati. I mercati azionari mondiali da inizio anno hanno registrato performance positive. “Il mercato USA nel suo complesso è percepito dalla maggior parte degli operatori come costoso. L’economia americana è solida e in crescita. Presto o tardi i tassi ricominceranno a salire: il mercato ne è consapevole e ha già scontato questo fattore. Se passerà la linea di Trump sulla politica fiscale, i titoli legati al mercato domestico USA potrebbero diventare interessanti, mentre non ci aspettiamo un impatto rilevante per le società che operano sui mercati internazionali” commenta Riboldi. “Trump gode ancora di un forte appoggio all’interno della base repubblicana, ma ciò che preoccupa è la sua imprevedibilità, in particolare sulle scelte di politica estera. All’indomani del ballottaggio in Francia abbiamo visto molti capitali internazionali puntare in modo più deciso sull’Europa. Il fattore Macron ha consolidato la fiducia sulle capacità dell’Unione Europea di tornare a giocare un ruolo determinante in modo coeso. Persino su Paesi come la Grecia e la Spagna si diradano i timori. Di questo contesto l’Italia beneficia meno degli altri, principalmente perché gli investitori non hanno la percezione che i problemi del sistema bancario siano stati superati. Il dibattito politico italiano non è al centro della loro agenda, ciò che è importante perché gli investitori tornino a puntare sul nostro Paese è la realizzazione e la comunicazione di un piano di riforme chiaro e condiviso. Alla luce della pressione sul settore bancario, riteniamo che alcuni istituti possano rappresentare un’opportunità d’investimento interessante” ha concluso Luca Riboldi.

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