3P sim, arriva la carica dei giovani

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Avatar di Redazione 25 Giugno 2012 | 09:39
La società fondata nel 2009 racconta a BLUERATING i suoi obiettivi

“Portare una ventata di innovazione in un contesto sovraffollato da ‘dinosauri’ del risparmio gestito che non riescono a tenersi al passo con i tempi”: è questo l’ambizioso obiettivo perseguito da 3P sim e scritto a chiare lettere sul sito web della piccola società romana. Nata nel 2009 come progetto di family office dedicato a ultra high net worth individuals, oggi 3P sim – le 3P del nome, che deriva dalla 3P Paola Pili & Partners nata nel 2006, stanno oggi per “passione e persistenza delle performances” – è una società di intermediazione mobiliare attiva nei settori della consulenza finanziaria e della gestione di patrimoni, che fa dell’indipendenza e dell’assenza di conflitti di interesse il proprio baluardo.

La società è operativa a pieno regime in qualità di sim dall’ottobre del 2011, dopo aver ottenuto a fine 2010 l’autorizzazione della Consob all’esercizio dei servizi di investimento (gestione di portafogli; ricezione e trasmissione di ordini; consulenza in materia d’investimenti) “senza detenzione, neanche temporanea, delle disponibilità liquide e degli strumenti finanziari della clientela e senza assunzione di rischi da parte della società stessa”. Ma si porta dietro il bagaglio del family office, un progetto svolto per un decennio e oggi inglobato nella sim. Il team al comando è costituito da persone giovani, tra cui l’amministratore delegato Paola Pili, il gestore Giampietro Giannitrapani, il risk manager Alessandro Cocciola, la compliance officer Federica Cerqua e il family officer Roberto Marini. BLUERATING ha parlato con l’a.d. Pili per approfondire la conoscenza della società, che conta attualmente circa 30 clienti con masse per 90 milioni di euro, parte in consulenza e parte in gestione.

Pili, chi è 3P sim e qual è la sua mission?

La 3P è una sim di consulenza finanziaria e di gestione di patrimoni, quindi ci dedichiamo soprattutto a questi due servizi. Nata in risposta alla necessità di colmare il gap tra investitori e mercati finanziari e all’entrata in vigore della normativa Mifid, oggi la società si presenta come una sim indipendente, senza nessuna compartecipazione bancaria né accordi per la distribuzione di prodotti: possiamo affermare quindi di non avere conflitti di interesse, ed è proprio questo il nostro fiore all’occhiello. Quanto ai nostri servizi, la gestione di portafogli, punta di diamante dell’offerta 3P, si ispira al modello absolute return: per creare rendimento anche in contesti macroeconomici negativi come quelli attuali, le nostre linee sono svincolate dalle logiche di asset allocation e sono sottoposte a un costante controllo del rischio con l’attività di risk management dedicata. La consulenza invece presenta maggiori elementi di variabilità e flessibilità in termini di adattabilità alle necessità della propria clientela. Si tratta comunque di una consulenza di nicchia, destinata a clienti con patrimoni elevati: non facciamo consulenza online retail, anche perché riteniamo che non si possa dare un consiglio di investimento a un cliente e poi non rivederlo più, ma che sia invece necessario stabilire un rapporto di tipo continuativo.

Quali sono i prodotti che proponete ai vostri clienti?

Proponiamo portafogli con all’interno titoli governativi – minimo doppia A e con una durata massima di cinque anni – mentre il resto è allocato in strumenti quotati sui mercati regolamentati come opzioni o future con posizioni corte o lunghe su indici azionari, valute, commodities e tassi di interesse per quanto riguarda le gestioni di portafoglio, mentre nella consulenza – dove l’operatività non è cosi dinamica – ci orientiamo più sugli etf. Non compriamo invece prodotti terzi né fondi, da un lato perché non vogliamo dare l’impressione che stiamo cercando di delegare ad altri i risultati della nostra gestione e dall’altro perché si tratta di strumenti inefficienti ed eccessivamente costosi per gli investitori.

Cosa consigliare ai clienti in questo momento?

La nostra filosofia – presa in prestito da Jesse Livermore (noto trader statunitense, n.d.r.) – è che non importa essere dal lato rialzista o ribassista del mercato: l’importante è essere dal lato giusto. Questo per dire che le occasioni ci sono anche nei momenti di incertezza: per esempio non è vero che l’allargamento dello spread abbia per forza un impatto negativo sui portafogli, così come anche inflazione e stagflazione possono offrire delle opportunità: noi, con una consulenza attenta e focalizzata, puntiamo a tutelare il patrimonio dei clienti, ma vogliamo anche insegnare loro come tutelarsi dai rischi. Per questo poniamo particolare attenzione anche alla formazione: a breve inizierà un ciclo di seminari dedicati all’education finanziaria tra i quali ci sarà anche un incontro sui rischi e le opportunità per il biennio 2012- 2013.

Progetti in cantiere?

A settembre saremo advisor di un comparto di Pharus Investment depositato presso una banca estera (Banca Rothschild), una decisione che è stata presa per rispondere alla richiesta dei clienti di diversificare e di avere anche una banca estera dove poter continuare a investire attraverso la nostra consulenza.

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