Accordo fatto: 30 miliardi alle banche spagnole

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di Redazione 10 Luglio 2012 | 07:44
La transazione dovrebbe arrivare entro fine mese. L’eurogruppo ha inoltre concesso un anno di bonus alla Spagna per raggiungere…

VIA LIBERA ALLA PRIMA TRANCHE – L’eurogruppo ha detto sì. La Spagna riceverà una prima tornata di aiuti finanziari da circa 30 miliardi di euro a sostegno del suo sistema bancario entro la fine del mese. Ad annunciarlo il presidente dell’eurogruppo, Jean-Claude Juncker al termine della riunione dei ministri delle Finanze della zona euro che si è svolta in nottata a Bruxelles. Come si legge nella dichiarazione diffusa al termine della riunione, la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie spagnole sarà fornita attraverso l’Efsf, fino a quando non sarà in vigore il fondo permanente, l’Esm. Il prestito, che sarà formalizzato a metà luglio, dovrebbe avere una durata di 15 anni.

ANCORA UN ANNO – Durante il vertice si è anche deciso di concedere un anno di tempo alla Spagna per raggiungere il target di deficit al 3%. “Ci aspettiamo che prenda tutte le misure necessarie per rispettare questa nuova scadenza del 2014”, ha esortato Juncker, chiarendo che la decisione è stata presa in considerazione del “peggioramento della situazione economica” del Paese. Proprio ieri infatti il decennale spagnolo ha raggiunto la soglia del 7%, un livello da molti economisti considerato punto di non ritorno. Il deficit spagnolo sarà del 6,3% nel 2012, del 4,5% nel 2013 e del 2,8% del Pil nel 2014.

LA CONFERMA DI JUNKER –
Un altro nodo da risolvere a breve sarà la nuova presidenza dell’eurogruppo. Junker, infatti, è in scadenza di contratto, il prossimo 17 luglio, ma nonostante lui stesso abbia espresso la volontà di non rinnovare il mandato, potrebbe restare alla guida dell’eurogruppo almeno per altri sei mesi. Poi si prospetterebbe all’orizzonte una staffetta franco-tedesca, tra i ministri Wolfgang Schäuble e Pierre Moscovici. Il tedesco Klaus Regling, attuale presidente del fondo salva-stati Efsf, sembra infine destinato a diventare il presidente del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), il nuovo fondo salva-stati che dovrà sostituire l’Efsf e che potrà intervenire a sostegno delle banche in difficoltà dei paesi Euro con una ricapitalizzazione diretta.

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