Bce: euro debole e mercati ancora instabili

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di Redazione 12 Luglio 2012 | 09:16
Nel suo bollettino mensile Eurotower dice di attendersi che l’economia dell’area euro registri una graduale ripresa nel lungo periodo, anche se restano…

RISCHI E INCERTEZZA PER L’ECONOMIA – L’espansione economica nell’eurozona “resta debole, in un contesto di maggiore incertezza, che grava sul clima di fiducia”.  Lo scrive la stessa Eurotwer nel suo bollettino mensile, aggiungendo che su un orizzonte di medo-lungo termine, il Consiglio direttivo della Bce si attende che “l’economia dell’area dell’euro registri una graduale ripresa”. A pesare sulla ripresa le “tensioni in alcuni mercati del debito sovrano dell’area e il loro impatto sulle condizioni di credito, nonché il processo di aggiustamento dei bilanci nei settori finanziario e non finanziario e l’elevata disoccupazione”.

INFLAZIONE MODERATA –
Le pressioni sui prezzi dovrebbero restare moderate e l’inflazione dell’area euro, al 2,4% a giugno, “dovrebbe scendere ancora nel corso del 2012 per riportarsi sotto il 2% l’anno seguente”. I rischi al ribasso sono legati a una eventuale crescita inferiore al previsto.

BANCHE RAFFORZINO IL CAPITALE – È essenziale, continua la Bce, che “le banche continuino a rafforzare, ove necessario, la propria capacità di tenuta”. La solidità dei bilanci bancari sarà un “fattore chiave per agevolare sia un’adeguata offerta di credito all’economia, sia la normalizzazione dei canali di finanziamento”. La debole espansione dei prestiti nell’eurozona “riflette, in prevalenza, l’attuale situazione congiunturale, la maggiore avversione al rischio e l’aggiustamento in corso nei bilanci di famiglie e imprese, fattori che incidono sulla domanda di credito”.

LO SPAURACCHIO LEHMAN BROTHERS – In questo periodo, gli spread sono diminuiti per i Paesi periferici della zona euro, mentre sono rimasti sostanzialmente stabili per Austria, Finlandia, Francia e Paesi Bassi. Nel mese di giugno i rendimenti spagnoli hanno toccato i livelli massimi nell’eurozona, per poi calare alla fine del mese in presenza di una ridotta avversione al rischio. Nel periodo in esame, sottolinea il bollettino mensile, i differenziali sono scesi tra 150 e 500 punti base in Grecia, Irlanda e Portogallo. La volatilità implicita dei mercati obbligazionari “rimane elevata in termini storici e attualmente si colloca su livelli vicini a quelli prevalenti poco prima del fallimento di Lehman Brothers, anche se in diminuzione rispetto ai livelli massimi registrati nel novembre 2011”.

MONETA UNICA DEBOLE – Nel secondo trimestre il tasso di cambio dell’euro ha registrato un generale deprezzamento a causa “dell’intensificarsi dei timori per la situazione dei conti pubblici di alcuni Paesi”. Negli ultimi tre mesi la moneta unica ha registrato un deprezzamento rispetto a gran parte delle divise principali. Nel trimestre preso in considerazione la sua svalutazione contro il dollaro statunitense è stato del 6%, contro lo yen dell’8,5% e contro la sterlina del 3,7%.

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