Anche Veneto Banca si è messa a dieta

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di Redazione 13 Luglio 2012 | 08:26
I vertici sono al lavoro su interventi di contenimento dei costi e di recupero della redditività

CAMBIO DI MARCIA – L’a.d. del gruppo Veneto Banca Vincenzo Consoli (nella foto, n.d.r.) è pronto a ridisegnare il perimetro della società per contenere i costi e guadagnare efficienza in un momento di mercato ancora particolarmente incerto. Lo scrive il quotidiano MF, ricordando che negli ultimi anni il gruppo trevigiano ha registrato una robusta crescita con l’acquisizione di Carifac e Bim ed è progressivamente cambiato adottando il modello della cosiddetta “banca unica” o “bancone”, che consente di presidiare meglio i territori.

VERSO UN’UNICA BANCA – Ora i vertici vogliono dare vita a un gruppo formato da un’unica banca italiana, dalle quattro controllate estere e dal polo del private banking che farà capo a Bim. Stando a quanto riporta MF, una tappa di questa semplificazione potrebbe essere la ristrutturazione prospettata nei giorni scorsi ai sindacati interni del gruppo. Le linee guida del progetto, che è ancora da definire, sono in un’informativa recapitata di recente alle parti sociali alla luce della procedura prevista dagli articoli 18 e 19 del contratto nazionale.

OCCUPAZIONE A RISCHIO – Nel documento, i vertici di Veneto Banca annunciano azioni di contenimento dei costi e di recupero della redditività, che potrebbero causare 246 esuberi. Gli interventi toccheranno specialmente le direzioni centrali di Montebelluna, BancApulia e Carifac. Sembra comunque che il gruppo intenda fare il possibile per salvaguardare l’occupazione. E il clima di confronto con le sigle sindacali al momento pare disteso.

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