Bankitalia: i mutui per i giovani sotto i 35 anni sono crollati del 30%

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di Redazione 16 Luglio 2012 | 09:44
Visto il periodo, le banche preferiscono non prestare soldi. Ma così non si esce dal tunnel dei “bamboccioni”

CALANO I MUTUI – Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2011 il numero di mutui concessi dalle banche per l’acquisto di abitazioni è sceso di oltre il 20% rispetto al quadriennio che va dal 2004 al 2007. A fare i conti sono stati tre economisti della Banca d’Italia – ovvero Roberto Felici, Elisabetta Manzoli e Raffaella Pico – nello studio “La crisi e le famiglie italiane”.

SI STRINGONO I CORDONI – “Dal 2008 al 2011”, si legge sul documento, “il numero dei nuovi mutui concessi si è ridotto mediamente del 9,1% ogni anno, a fronte di un aumento medio dell’8,5% nei tre anni precedenti”. La ricerca, che usa le informazioni relative a circa 2 milioni di contratti di mutuo per l’acquisto della casa, rileva che tra il 2008 e il 2011 il numero dei finanziamenti di importo superiore ai 75mila euro concessi alle famiglie consumatrici dalle banche che hanno preso parte alla rilevazione analitica dei tassi d’interesse “è risultato sistematicamente più basso rispetto al quadriennio precedente”.

ANDAMENTO LENTO – Dal 2004 al 2007 il numero medio annuo di contratti stipulati è “stato pari a circa 266mila euro; nel periodo successivo è diminuito del 22%, a 208mila”. E, sottolinea lo studio, “anche l’importo complessivo delle nuove erogazioni ha avuto un andamento analogo, sebbene abbia registrato un ritmo di crescita più elevato negli anni di espansione, grazie anche all’andamento crescente delle quotazioni immobiliari”. Andando alle spiegazioni, nell’indagine si legge che “il calo è stato determinato sia da fattori di domanda sia di offerta. I primi sono legati soprattutto alla debolezza del mercato immobiliare e alla fase negativa del ciclo economico, caratterizzata dall’aumento del tasso di disoccupazione e dalla riduzione dei redditi delle famiglie”.

OFFERTA PIÙ RIGIDA – Allo stesso tempo, viene evidenziato, “le condizioni di offerta da parte degli intermediari hanno registrato un irrigidimento, connesso al peggioramento delle condizioni di accesso alle fonti di finanziamento e all’inasprimento dei vincoli di bilancio, oltre che al deterioramento della qualità dei prestiti”. Lo studio inoltre sottolinea che “l’irrigidimento dell’offerta ha inciso in misura minore sui mutuatari con redditi elevati, come emerge dall’andamento delle erogazioni di mutui di ammontare elevato, di importo superiore a 150mila euro, aumentati del 2%”.

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