Promotori, un cambiamento di prospettiva

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di Redazione 20 Luglio 2012 | 08:49
L’ingresso di ex bancari nella promozione è positivo. Parla Maurizio Bufi (Anasf)

“L’ingresso di ex bancari nel mondo della promozione finanziaria non può che giovare all’intera categoria”, ha detto a BLUERATING Maurizio Bufi, presidente di Anasf, associazione nazionale dei pf. “Se in possesso di determinati requisiti di professionalità e onorabilità è possibile accedere direttamente al nostro Albo senza dover sostenere alcun esame e questo rappresenta un segnale di contiguità tra le due professioni. Ma attenzione. Bisogna sapere a cosa si va incontro. L’approccio all’attività è diverso, sia in termini remunerativi sia per quanto riguarda l’organizzazione dell’attività e il rapporto con il risparmiatore”, ha aggiunto Bufi. “La motivazione al cambiamento è un requisito fondamentale perché determina il corretto approccio all’offerta fuori sede, caratterizzata dalla capacità di costruire relazioni stabili, dove è il pf ad attivarsi con il cliente o potenziale cliente, senza aspettare che sia questo a cercarlo. Cambia quindi completamente la prospettiva.

Concretamente il promotore gestisce la relazione con il risparmiatore, facendosi interprete delle sue esigenze, in un’ottica di pianificazione delle scelte, e propone soluzioni, in un’ottica consulenziale. La crisi che stiamo vivendo ha messo alla prova questa impostazione, dimostrando come il modello di servizio del pf sia premiante, sia per quanto riguarda la soddisfazione dei clienti sia per un’efficiente allocazione delle risorse finanziarie e controllo del rischio. Occorre un atteggiamento proattivo verso l’investitore, fatto di capacità di ascolto e di gestione dell’emotività soprattutto in periodi difficili e instabili come questo”, ha commentato Bufi. “Quanto all’organizzazione dell’attività”, ha aggiunto il presidente Anasf, “l’impostazione della professione è del tutto diversa dal lavoro dipendente, trattandosi dell’esercizio di un’attività di lavoro autonomo con mandato di agenzia. La gestione del tempo, dei clienti, della struttura dove operiamo rientra nella sfera della nostra autonomia, seppur nel contesto di un soggetto abilitato per conto del quale si svolge l’incarico. “E anche l’aspetto economico è ben diverso” ha continuato Bufi, “in quanto non esiste un ricavo fisso.

L’investitore è al centro della nostra professione: se sarà contento del servizio che offriamo resterà con noi per molto tempo e questo oltre a rappresentare soddisfazione professionale, rappresenta anche una fonte di guadagno. Gli interessi del cliente sono i nostri e non è raro che ci si occupi anche degli affari dell’intera famiglia, “ereditando” anche le nuove generazioni dei nostri clienti più fedeli”, ha continuato Bufi. “Lo sforzo verso un’allocazione delle risorse permette alla categoria di mantenere stabili i rapporti con la clientela, tramite l’uso del risparmio gestito, e quindi dei fondi comuni caratterizzati da trasparenza, sia con un’offerta ampia di prodotti e servizi che coprono l’intero arco del ciclo di vita del risparmiatore, svolgendo nel contempo anche una funzione di educazione finanziaria”, ha concluso Bufi.

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