Mps: oggi secondo round di incontri con i sindacati, trattative in salita

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di Redazione 8 Agosto 2012 | 06:38
La partita si gioca soprattutto sulla proposta di Rocca Salimbeni di esternalizzare 2.350 dipendenti, proposta su cui i coordinamenti delle Rsa hanno ribadito…

TRATTATIVE DIFFICILI – La prima giornata di confronto tra Mps e i sindacati sul piano industriale 2012-2015  della banca è stata tutt’altro che facile. La partita si gioca soprattutto sulla proposta di Rocca Salimbeni di esternalizzare 2.350 dipendenti, proposta su cui i coordinamenti delle Rsa hanno ribadito al termine dell’incontro l’indisponibilità alla trattativa. Il progetto messo a punto dal gruppo presieduto da Alessandro Profumo prevedeil trasferimento di questi dipendenti a società terze, che prenderebbero in gestione alcune attività di back-office della banca.

NO AI TAGLI – Ad oggi, ha spiegato il segretario generale della Fabi, Lando Sileoni, “risultano essere tre le società con cui Mps sta trattando: Bassilichi (partecipata da Mps all’11%), Cedacri, Cartasi oltre, sembrerebbe, ad una quarta azienda straniera”. Il problema, ha continuato il sindacalista, è che “la cessione a queste società delle attività e del personale, dando magari in cambio contratti di servizio per qualche anno, non garantisce assolutamente il posto di lavoro e il contratto dei bancari ai 2.300 dipendenti interessati, se non per un breve periodo di tempo. E’ questo il grande inganno del gruppo Mps”. Sulla questione si è espressa anche la nuova responsabile delle risorse umane di Mps, Ilaria dalla Riva: le esternalizzazioni, ha detto al termine dell’incontro di ieri, “sono la soluzione che abbiamo ritenuto migliore per la riduzione dei costi che è purtroppo inevitabile. Obiettivo di questo confronto è vedere se nascono idee migliori. Siamo seduti ad un tavolo per il confronto e tutti gli spunti e gli aspetti migliorativi che dovessero nascere con i lavoratori sarebbero ben accetti”.

DISDETTA DEL CONTRATTO INTEGRATIVO – Ma sul tavolo ci sono anche altri temi spinosi, come quello per la disdetta del contratto integrativo. I sindacati hanno contestato all’azienda la metodologia utilizzata per la disdetta formale che, a loro avviso, è stata inserita “inopportunamente nell’ambito della procedura in corso ed in aperta violazione di quanto in proposito previsto dal contratto nazionale”.

 VIA AL SECONDO ROUND – Questa mattina (mercoledì) alle 9:30 si riprende il confronto nell’Auditorium di Siena con le organizzazioni che si attendono segnali dall’azienda. “Da parte nostra”, ha sottolineato il segretario Fisac Cgil di Siena, Antonio Damiani, “abbiamo ribadito la disponibilità a ragionare sui costi complessivi a partire dalle retribuzioni del top-management e consulenze esterne. Ci aspettiamo ora delle risposte dall’azienda”.

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