Mps chiude il semestre con un rosso di 1,6 miliardi

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di Maria Paulucci 28 Agosto 2012 | 16:01
Attivato il programma di rilancio commerciale dei 100 giorni, che segue il piano industriale

SEMESTRE IN ROSSO – Si chiude con una perdita netta di 1,617 miliardi il primo semestre 2012 di Banca Monte dei Paschi di Siena. Come da calendario, oggi il consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio del periodo. Il risultato negativo si deve alla svalutazione su avviamento e attivi finanziari. Il core tier 1 ante nuovi strumenti governativi, in compenso, segna un miglioramento e si attesta al 10,8%. Cala la leva, grazie alla riduzione del portafoglio titoli. Alla luce dei numeri e del difficile contesto, “l’attuazione delle azioni previste nel piano industriale 2012-2015 al fine di rilanciare tempestivamente lo sviluppo del business” ha subito un’accelerazione.

UN DIFFICILE CONTESTO – Sulla nota che accompagna i numeri, si legge che “nel secondo trimestre del 2012 lo scenario macroeconomico e finanziario ha registrato un significativo peggioramento. Le tensioni sul mercato del debito sovrano, allentatesi nella prima parte dell’anno, si sono riaccese da aprile” e “i mercati azionari hanno registrato perdite consistenti” con il Ftse Mib che ha subito un -10,6%. Senza contare tra l’altro che “i mercati interbancari e istituzionali non hanno mostrato segnali di riapertura” e che “l’Italia si conferma in recessione e, secondo le previsioni di consenso, nella media di quest’anno il Pil dovrebbe diminuire di poco meno di due punti percentuali”.

RACCOLTA IN CALO
– In un contesto come questo il gruppo Montepaschi ha registrato una riduzione della raccolta complessiva, che ha risentito in modo negativo del calo dei flussi di risparmio delle famiglie, della contrazione della liquidità delle imprese e del deprezzamento delle attività finanziarie, deprezzamento che ha inciso soprattutto sulla raccolta indiretta, ossia risparmio gestito e amministrato. Allo stesso tempo, spiega il Montepaschi nella nota, “gli impieghi hanno registrato una dinamica sostanzialmente stazionaria, a riflesso di una ridotta domanda di credito, mentre sono aumentati i crediti deteriorati, in un quadro macroeconomico recessivo”. Sul fronte degli attivi finanziari, il portafoglio titoli ha registrato una moderata contrazione, mentre il finanziamento dalla Bce si è mantenuto sui livelli di marzo.

PROSPETTIVE DI SVILUPPO – Tornando ai numeri del gruppo, i ricavi hanno registrato una flessione rispetto al trimestre precedente, dovuta soprattutto al margine di interesse. Il costo del credito, sebbene in lieve riduzione, si è mantenuto su livelli elevati e si è reso necessario contabilizzare svalutazioni su attività finanziarie detenute nei portafogli di investimento del gruppo. “Una crisi di così vaste dimensioni”, si legge ancora nella nota, “ha ridimensionato le prospettive di sviluppo di alcuni segmenti di business in cui il gruppo opera e ha aumentato sensibilmente il rendimento richiesto per remunerare il capitale di rischio su di essi allocato, con ripercussioni negative sugli esiti degli impairment test degli avviamenti allocati sulle diverse cash generating unit”. Attivato il piano di rilancio commerciale dei 100 giorni, in seguito all’approvazione del piano industriale 2012-2015. Nel semestre la banca ha acquisito oltre 46mila nuovi clienti.

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