Mps è in crisi e i vertici dicono addio ai compensi aggiuntivi

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di Redazione 29 Agosto 2012 | 06:42
Il numero uno del Montepaschi, Fabrizio Viola, e i due vice presidenti Turchi e Campaini hanno detto no agli emolumenti deliberati dal cda. Ma gli stipendi da capogiro restano

NIENTE COMPENSI – L’amministratore delegato di Banca Mps Fabrizio Viola e i vice presidenti Marco Turchi e Turiddo Campaini hanno deciso di rinunciare ai compensi aggiuntivi deliberati dal consiglio di amministrazione, che ieri ha esaminato e approvato il bilancio in rosso dei primi sei mesi del 2012 (vai qui per la notizia).

LE CIFRE – Nel dettaglio, Viola ha rinunciato all’indennità di posizione per la carica di amministratore delegato, pari a 400mila euro lordi annui, mentre Turchi ha detto no alla remunerazione di 85mila euro annui che gli spetterebbe in quanto vice presidente con funzioni di cui all’articolo 23 dello Statuto. Infine, Campaini non riceverà il compenso annuale di 65mila euro, riconosciuto per la carica di vice presidente.
 
UNA LINEA CONDIVISA – In una nota ufficiale, Mps ricorda che la scelta dell’amministratore delegato e dei due vice presidenti si inserisce nel solco già tracciato dal presidente Alessandro Profumo che, all’indomani dell’assemblea di bilancio del 27 aprile – che ha rinnovato gli organi sociali – ha rinunciato all’emolumento annuo di 440mila euro.

I DUBBI – Viene da chiedersi se gli stipendi delle prime linee di Mps debbano comunque restare così alti (il valore dei soli emolumenti aggiuntivi può superare di gran lunga la paga annua di molti dipendenti) dopo i risultati deludenti del gruppo e gli importanti tagli al personale previsti (vai qui per la notizia). Diteci cosa ne pensate nei commenti.

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