L’Adusbef vuole fare una class action contro Unipol e FonSai

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di Redazione 2 Ottobre 2012 | 06:40
L’Associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari sottolinea come la fusione abbia procurato un…

UNA CLASS ACTION CONTRO LA GRANDE UNIPOLAdusbef è pronta a promuovere una class action contro Unipol e FonSai, e a costituirsi parte civile su delega dei risparmiatori frodati se dovessero essere formalizzati dei capi di imputazione. Ad annunciarlo è la stessa Associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari, secondo cui la fusione tra le compagnie della famiglia Ligresti e la bolognese Unipol, le cui modalità sono al vaglio delle Procure di Milano e di Torino, “ha arrecato un gravissimo e irreparabile danno agli azionisti di minoranza”.

IL J’ACCUSE DI ADUSBEF – In particolare, sottolinea un documento a firma di Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, l’associazione contesta la “super valutazione fatta da Unipol, che strapaga l’azionista Ligresti in Premafin, ricapitalizza la holding per metterla in condizione di seguire l’aumento di capitale della controllata FonSai e infine vara la fusione a quattro, tra Premafin, FonSai, Milano Assicurazioni e Unipol Assicurazioni, dopo la concessione di crediti di UniCredit”. In pratica, continua il presidente Adusbef, “la holding di controllo è stata ridotta al default, ma le banche come UniCredit e Mediobanca potranno così effettuare ulteriori affidamenti ai nuovi azionisti, alla holding delle Cooperative Finsoe, per far fronte al nuovo mega aumento di capitale che Unipol dovrà affrontare per finanziare tutta l’operazione”. Aumento che, osserva Lannutti, “graverà pesantemente sui piccoli azionisti della compagnia e sugli assicurati, i quali pagano tariffe obbligatorie tra le più elevate d’Europa”. E parte della responsabilità, secondo Adusbef, è anche “del controllore”, l’Isvap.

INVITO AGLI INVESTITORI – Per questo dopo aver studiato i profili di  illegittimità dell’operazione dello scorso luglio 2012 e precedenti, l’associazione – che ipotizza i reati di aggiotaggio, falso in bilancio, ostacolo all’attività di controllo -  “è arrivata alla conclusione di intentare una class action” e di costituirsi parte civile su delega dei risparmiatori frodati, qualora vengano formalizzati dei capi di imputazione. Lannutti conclude invitando “gli investitori  che abbiano subito dei danni, a contattare l’associazione  per valutare la loro posizione ed essere tutelati”.

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