Promotori, il secondo Albo è dietro l’angolo

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di Maria Paulucci 3 Ottobre 2012 | 08:49
È in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore il 17 ottobre il secondo correttivo del decreto che riformula l’Albo degli agenti e dei mediatori

IL DECRETO È IN GAZZETTA – È uscito martedì 2 ottobre, in Gazzetta Ufficiale, il decreto legislativo 169 del 19 settembre 2012. In soldoni, si tratta del secondo correttivo che contiene “ulteriori modifiche e integrazioni al decreto legislativo 141 del 13 agosto 2010”, che a sua volta attua la direttiva europea relativa ai contratti di credito ai consumatori e modifica il titolo V del testo unico bancario in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Il provvedimento, secondo quanto stabilisce la Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore il 17 ottobre.

IL RISCHIO DEL DOPPIO ALBO – La pubblicazione segue l’allarme lanciato dall’Anasf alcuni giorni fa (vai qui per l’articolo). Oggetto dell’agitazione, la possibilità che i promotori finanziari che “promuovono e collocano contratti relativi alla concessione di finanziamenti” o “servizi di pagamento in forma di operazioni slegate dalla sottoscrizione di strumenti finanziari da parte del cliente” debbano iscriversi anche all’Albo degli agenti e dei mediatori.

IL TESTO DEL PROVVEDIMENTO – Il decreto di freschissima pubblicazione parla di “intermediario del credito”, indicando con questa formula gli agenti in attività finanziaria, i mediatori creditizi o “qualsiasi altro soggetto, diverso dal finanziatore, che nell’esercizio della propria attività commerciale o professionale svolge, a fronte di un compenso in denaro o di altro vantaggio economico oggetto di pattuizione e nel rispetto delle riserve di attività previste dal Titolo VI-bis, almeno una delle seguenti attività: presentazione o proposta di contratti di credito ovvero altre attività preparatorie in vista della conclusione di tali contratti e conclusione di contratti di credito per conto del finanziatore”. La parola ora passa all’esecutivo, che dovrà chiarire – sotto lo stimolo delle categorie interessate – se e fino a che punto il nuovo decreto si tradurrà in altri impegni e in altri costi in capo ai promotori finanziari.

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