Bufi: un doppio Albo per i promotori finanziari? Mai

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di Maria Paulucci 4 Ottobre 2012 | 11:54
Il presidente dell’Anasf esprime la sua preoccupazione e lancia una campagna di massa per far cambiare idea all’esecutivo.

LA MOBILITAZIONE DI ANASF – “Abbiamo preso atto della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del secondo correttivo del decreto legislativo 141/2010. Noi avevamo – e abbiamo – una posizione molto critica verso l’obbligatorietà dell’iscrizione all’elenco degli agenti in attività finanziaria”. A parlare è Maurizio Bufi, presidente dell’Anasf, raggiunto per telefono qualche ora dopo l’avvio della campagna promossa dall’associazione contro l’obbligo della doppia iscrizione. All’Albo unico dei promotori finanziari, che esiste dal 1991 e disciplina l’accesso alla professione, e all’elenco degli agenti in attività finanziaria, che si sta ricostituendo attorno all’Organismo degli agenti e dei mediatori creditizi (vai qui per i dettagli).

LE PAROLE DEL PRESIDENTE – “Confermiamo assolutamente la nostra contrarietà. Abbiamo avviato un’iniziativa forte, con la mobilitazione dell’intera categoria, per evitare ogni ulteriore balzello. Si tratta della possibilità di esprimere la nostra critica attraverso una serie di mail da girare al governo (vai qui per la notizia)”. Una mobilitazione via web, insomma. “Ma non è solo una questione di costi. La nostra è una categoria professionale riconosciuta e disciplinata già da vent’anni. Ha una sua forma, una sua identità definita, a questo punto sarebbe incongruente e inopportuno associarla ad altre professioni”.

L’INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE – L’associazione (vai qui per la precedente presa di posizione) ha lanciato un appello a tutti i promotori finanziari. “Ti chiediamo di inviare una mail a [email protected], e in copia conoscenza ad [email protected], mettendo nell’oggetto la frase “OAM e promotori finanziari: un assurdo giuridico!” e inserendo nel corpo della mail la frase: “Sono promotore finanziario dal (anno della tua iscrizione all’Albo) e quanto previsto dal decreto legislativo 141 colpisce la mia professione con un iniquo e ingiustificato obbligo di iscrizione a un nuovo Albo, l’Oam, che rappresenta per me l’ennesima duplicazione di vigilanza e di oneri, oltre ai nuovi obblighi relativi alla formazione, aggiuntivi a quelli a cui già ottempero. La decisione del Consiglio dei ministri del 14 settembre 2012 graverà su di me e sull’intera categoria, per un’attività residuale all’interno della prestazione del servizio offerto ai risparmiatori”. In calce nome, cognome, data di nascita e numero di iscrizione all’Albo tenuto dall’Apf.

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