Mussari: cara Lagarde ti scrivo, le banche italiane sono solide

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Nella lettera il presidente dei banchieri sottolinea gli aspetti del Rapporto dell’Fmi che possono dare origine a fraintendimenti sul reale stato di salute degli istituti di credito del nostro Paese.

di Redazione12 ottobre 2012 | 10:41

LA LETTERA – Le banche italiane sono solide e la loro rappresentazione nel rapporto dell’Fmi sulla stabilià finanziaria (Global Financial Stability Report – Gfsr), pubblicato di recente, non è esatta. È l’opinione di Giuseppe Mussari, presindente dell’Abi, l’associazione bancaria italiana, che a tal proposito ha scritto una lettera diretta al direttore generale del fondo monetario, Christine Lagarde.

LE INESATTEZZE – Prima di tutto nella lettera Mussari sottolinea che “il confronto tra dati aggregati dei principali Paesi europei e dei Paesi periferici, con l’Italia inclusa in questo cluster, non rende il reale andamento delle variabili osservate”. Tra settembre 2011 e giugno 2012 il rapporto dice che “il credito bancario è in continuo aumento nell’area centrale, mentre i prestiti in periferia stanno scendendo”. Ma nello stesso periodo, aggiusta il tiro Mussari, il credito alla clientela privata è cresciuto del 5% circa, un incremento analogo a quello registrato nei Paesi centrali”.

I CREDITI DETERIORATI – In secondo luogo, la relazione valuta la qualità del credito delle banche confrontando i dati disponibili sui Non Performing Loans (crediti deteriorati) in tutta Europa. “Tali dati”, spiega Mussari, “soffrono di carenze significative e non sono completamente comparabili. Per il momento, non esistono regole e prassi comuni in Europa nella definizione dei crediti deteriorati. In particolare, la diffusione di dati su incagli e ristrutturati viene fornita in modo ricorrente e completo solo in Italia”.


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