La Champions di Allianz Bank

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di Maria Paulucci 19 Ottobre 2012 | 14:41
L’a.d. Giacomo Campora dice: nel confronto tra le società di gestione nostre partner, noi siamo il notaio che certifica che tutto sia in regola.

“Il 2012 finora è andato molto bene. È il quinto anno di crescita, ed è quello in cui la crescita è più forte in termini assoluti”. Parola di Giacomo Campora, amministratore delegato di Allianz Bank, che a domanda risponde: “Siamo particolarmente soddisfatti del core business, il risparmio gestito. Nessuna enfasi su conti correnti, conti deposito o dossier titoli, che non ci interessano, e neppure sul vita tradizionale”. E aggiunge: “Andiamo talmente bene nel 2012 che abbiamo chiesto alla rete di cominciare a lavorare per il 2013. Temo che non ci daranno retta e i premi di produzione saranno commisurati alla bravura dei nostri financial advisor”.

Su quale prodotto state puntando?

 Sulle case di gestione nostre partner da anni. Abbiamo una suite di prodotti ampia e ben strutturata. Il nostro cliente medio sta guadagnando oltre il 7% da inizio anno e la dispersione attorno a questo valore è bassa. Il nostro asso nella manica potrebbe essere il prodotto che stiamo disegnando ora per la clientela affluent. È dal 2009 che non lanciamo un nuovo prodotto. Chissà se riusciremo a creare un filone come abbiamo fatto allora lanciando Team.

Nuovi accordi in cantiere?

Abbiamo appena aperto Team a Invesco. Lo scorso anno è entrata Franklin Templeton. La prossima sarà Pioneer Investments. La nostra è una Champions League fra società di gestione, tutti giocano con le stesse regole, le performance sono confrontabili e Allianz Bank è il notaio che certifica che tutto sia fatto secondo le regole.

Novità sul reclutamento?

Abbiamo appena potenziato il team di reclutamento e semplificato fortemente l’offerta. Non reclutiamo neofiti e quindi i target numerici non sono importanti. Direi comunque che chiuderemo l’anno con ben più di un centinaio di ingressi, ma è una cifra stimata.

L’età media dei vostri pf?

Negli ultimi cinque anni è leggermente scesa, ben sotto la soglia dei 55 anni.

Incentivi per i giovani?

Noi siamo darwiniani: uno ce la deve fare da solo. Autiamo i giovani a fare squadra con il progetto Pathfinders, nato nel 2008 dall’appello di una nostra promotrice trentenne ma già molto esperta. Nel 2010 è stato lanciata “In rete per la rete”, un’iniziativa di grande valore nella quale gli accademici insegnano ai più giovani tutte le regole per avere successo in una professione dura. Non tutti i giovani hanno la stoffa, ma così è la vita. Noi trattiamo tutti da adulti, non da bamboccioni.

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