Sanpaolo Invest fa faville

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di Andrea Giacobino 8 Giugno 2017 | 08:30
Ottimo 2016 per la controllata di Fideuram Ispb: salgono utile, margine d’intermediazione ed ebit. Masse in progresso del 7% al traino della raccolta gestita.

Scoppiettante 216 per Sanpaolo Invest sim, la storica rete di consulenti finanziari e private banker controllata da Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking (Ispb), la banca private del gruppo Intesa presieduta da Matteo Colafrancesco (nella foto) e guidata da Paolo Molesini. Leggendo il bilancio 2016, infatti si scopre che l’utile è cresciuto a oltre 61,1 milioni di euro dai 51,1 milioni dell’anno prima con un margine di intermediazione migliorato da 111,1 a 122,5 milioni e un ebit progredito da 77,8 a 90,2 milioni. La sim, che ha distribuito come dividendo alla controllante quasi l’intero utile, è presieduta da Colafrancesco e recentemente ha visto la nomina di Fabio Cubelli come direttore generale (vedi notizia).

 

Nel dettaglio la raccolta netta totale dell’anno è stata di oltre un miliardo, in aumento di 275 milioni sul 2015, e composta di raccolta gestita per 633 milioni. In particolare le Gestioni Omnia e il prodotto Fideuram Vita Insieme hanno avuto una raccolta netta positiva rispettivamente di 486,1 e 569,7 milioni. A fine dello scorso anno in Sanpaolo Invest sim c’erano 1.429 unità: sono stati inseriti 72 private banker (di cui 19 provenienti da altre reti e 36 ex bancari) che hanno realizzato 262 milioni di raccolta netta totale; mentre sono fuoriuscite 79 unità, di cui 22 verso società concorrenti. Le masse amministrate anno su anno sono salite del 7% a 19,8 miliardi di cui 16 miliardi in gestito.

 

 

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