Pioneer Investments, la caccia ai rendimenti continua anche nel 2013

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di Redazione 4 Dicembre 2012 | 10:57
Secondo l’asset manager l’economia globale sta iniziando una fase di graduale miglioramento. Ecco dove puntare l’anno prossimo.

ECONOMIA MIGLIORA – Possibile soluzone del cosiddetto “fiscal cliff” negli Stati Uniti, la ripresa della crescita economica in Cina e la stabilizzazione della crisi dell’Eurozona. Sono tra i fattori che, secondo l’outlook di mercato di Pioneer Investments spingeranno la crescita e il miglioramento economico l’anno prossimo. “Sul lungo termine”, spiegano gli esperti di Pioneer Investments, “la principale sfida per gli Usa è legata alla gestione dell’enorme debito pubblico che si sta generando a causa degli elevati livelli di deficit”, mentre per quanto riguarda l’Europa, “gli interventi della Bce hanno contribuito ridurre fortemente il rischio di un collasso dell’euro, grazie all’introduzione la scorsa estate dell’Omt.

CACCIA AL RENDIMENTO – Nell’attuale fase in cui i tassi reali sono negativi, a causa dall’azione aggressiva delle Banche centrali (“financial repression”), la ricerca di rendimenti continuerà ad essere il tema dominante per gli investitori nel 2013. Pioneer Investments osserva con attenzione “il comparto high yield, sia negli Usa che in Europa, perché il rendimento offerto da questi titoli è interessante e i livelli di default delle società rimangono piuttosto bassi”, che sta migliorando anche in liquidità. Un occhio anche alle emissioni obbligazionarie dei Paesi emergenti.

COMPARTO AZIONARIO –
In particolare, “le azioni sono particolarmente attraenti in Europa, dove i prezzi sono davvero scontati”, ha spiegato Giordano Lombardo, group cio di Pioneer Investments. “Considerando il rapporto prezzo/utili aggiustato per il ciclo economico e la sua relazione con i rendimenti dell’asset class nei successivi 10 anni, l’esperienza storica ci mostra che periodi di così basse valutazioni sono stati seguiti da un decennio di ritorni annualizzati a due cifre”. Insomma, se il contesto macroeconomico di crescita sarà confermato l’azionario dell’Eurozona potrà diventare il “mercato emergente” del prossimo decennio.

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