Lobbying e lobbismi, la strada da percorrere è ancora lunga

A
A
A
Biagio Campo di Biagio Campo 14 Gennaio 2013 | 09:00
Le Regioni ottengono ottimi risultati grazie al lobbying a Bruxelles. Ancora lontana una legge in Italia sulla rappresentanza degli interessi. Ne parla nel suo libro Gianluca Sgueo.

IL LIBRO DI SGUEO – Lobbying e lobbismi, edito da Egea, scritto da Gianluca Sgueo, giornalista, esperto di diritto pubblico e titolare di numerosi incarichi di prestigio a livello nazionale ed europeo, fa chiarezza sul concetto, sulle pratiche e sugli attori del lobbismo, illustrando la situazione presente negli Stati Uniti, Unione Europea ed Italia, forte di un’esperienza lavorativa personale a stretto contatto con politici, imprenditorie rappresentanti delle principali associazioni di categorie.

TUTELARE GLI INTERESSI DI AZIENDE E TERRITORI – Si stima che a Bruxelles operino 30.000 professionisti italiani per tutelare gli interessi di aziende e territori. Pochi sapranno che le regioni italiane sono state tra le prime ad investire, ottenendo interessanti ritorni, dall’attività di lobbying in sede comunitaria. “Nel settembre 2011 la Giunta regionale calabrese ha impiegato tre minuti per rispondere in maniera dettagliata alla critica del commissario europeo alle Politiche Regionali, Johanenes Hahn, sull’utilizzo dei fondi regionali. Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale conta duecentouno miliardi di euro; il Fondo sociale europeo e quello di coesione contano rispettivamente su settantasei e settanta miliardi di euro. Di questa torta, che complessivamente rappresenta quasi il 40% dell’intero budget europeo, la fetta italiana è piuttosto larga”, scrive Sgueo.

UNO SGUARDO AGLI USA – Negli Stati Uniti tre ricercatori dell’Università del Kansas hanno stimato che a fronte di una spesa in lobbying complessiva pari a quasi 300 milioni il ritorno sia stato di duecentoventi volte il capitale investito.

COSI’ LA VEDEVA ROUSSEAU –
“L’interesse generale non é né un’idea innata, che sarebbe appannaggio esclusivo dei politici o dei decisori pubblici, né è una trasposizione moderna della mistica volontà generale di Rousseau, una sorta di volontà che sarebbe presente, pura e incorruttibile, in ciascuno di noi anche se in forma inconsapevole. Rousseau intendeva la volontà generale come una categoria dello spirito quando, nel Contratto sociale scriveva che spesso vi è una grande differenza fra la volontà di tutti e la volontà generale: questa ha di mira soltanto l’interesse comune, l’altra ha di mira l’interesse privato e non è una somma di volontà particolari, una sorta di collettivismo etico di cui nessuno sente il bisogno”, questo quanto scrive nella premessa del libro Giuseppe Mazzei, Presidente dell’Associazione Il Chiostro per la trasparenza delle lobby, che si batte per riconoscere e regolamentare l’attività di rappresentanza di interessi anche in Italia, al pari delle maggiori democrazie al mondo. Esistono vari interessi generali, nessuno di essi può essere considerato come un valore assoluto, “il lobbismo corretto e ben regolamentato è un elemento cruciale per migliorare la competitività del sistema imprenditoriale italiano e in generale del sistema democratico”, conclude Mazzei.

IL LOBBYING NELLA NOSTRA COSTITUZIONE –
“Alcuni riferimenti al tema della rappresentanza di interessi sono contenuti nella nostra Costituzione. II nostro sistema costituzionale non è equiparabile a quello degli Stati Uniti, dove il lobbying trova  fondamento proprio nel Primo Emendamento sul diritto di associazione e supplica. La nostra Costituzione invece disciplina sia la libertà di associazione che quella di petizione”. In un mondo ideale basterebbero i principi di Associazione e petizione per una legge sul lobbying, tuttavia tali principi non hanno ancora trovato una dimensione applicativa matura. Nel nostro ordinamento “ha prevalso il principio costituzionale 49, che individua nei partiti politici le più significative formazioni intermedie a disposizione dei cittadini per concorre con metodo democratico  a determinare la politica nazionale“. “Il Costituente ha privilegiato gli strumenti di rappresentanza di interessi generali, piuttosto che la rappresentanza di interessi particolari”, come spiega Lorenzo Cuocolo, associato di diritto pubblico comparato all’Università Bocconi, una delle numerosi personalità di spicco citate nel libro. L’autore analizza le numerose proposte di legge effettuate e quelle già adottate in alcune regioni italiane, tuttavia la strada per una completa riforma della rappresentanza degli interessi è ancora lontana dalla risoluzione.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Investire sfruttando i premi al rischio

Marketing Emozionale e Neuroscienza

Il nuovo colonialismo, caccia alle terre coltivabili

NEWSLETTER
Iscriviti
X