Promotori, la fee only funziona solo oltre la Manica

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Avatar di Redazione 11 Gennaio 2013 | 15:15
Dal primo gennaio, la distribuzione dei prodotti finanziari retail nel Regno Unito ha cambiato pelle.

A REGIME LA RDR – La rivoluzione di Londra è già cominciata. Dal primo gennaio, la distribuzione dei prodotti finanziari retail nel Regno Unito ha cambiato pelle. Da quella data, infatti, è a regime la Rdr, ossia la Retail distribution review, che incide sulla distribuzione dei servizi finanziari. In cosa consiste? In pratica, i promotori finanziari di Sua Maestà non potranno più basare la loro retribuzione sulle commissioni dalle case prodotto: questo sistema di pagamento, secondo le nuove regole, ora è vietato. E la retribuzione dei promotori inglesi può essere solamente a parcella. Come evidenziava il Financial Times in un articolo del 31 dicembre, questo potrebbe danneggiare il mercato, dal momento che molti preferiranno non rivolgersi più a un promotore (vai qui per la notizia precedente).

UNA RIFORMA EPOCALE –
Alla base della riforma epocale c’è la volontà di rendere l’attività di consulenza finanziaria ancora più professionale. Chi deciderà di dedicarsi a questo lavoro, infatti, dovrà dimostrare di possedere una formazione e un capitale più robusti. Non solo. In un’ottica di rafforzamento della tutela dei risparmiatori, il legislatore ha scelto di recidere il cordone che legava i promotori finanziari alle case prodotto. Eliminando le commissioni su un largo ventaglio di prodotti finanziari retail, ha fatto sì che tutti i promotori ricevano il compenso stabilito con il cliente e non dalla società. Il rovescio della medaglia – individuato, appunto, dal Financial Times – è un possibile aumento dei costi della consulenza che, se davvero si verificasse, allontanerebbe non pochi risparmiatori dai promotori finanziari. Con un risultato di minore – e non maggiore – tutela e trasparenza, dal momento che un buon numero di piccoli investitori potrebbe decidere di tornare al “fai-da-te”.

ISOLA E CONTINENTE SONO LONTANI – Diversi lettori chiedono se c’è il rischio che altri Paesi in Europa prendano spunto dalla Gran Bretagna per mettere in atto una riforma analoga. La sensazione è che – come accaduto in altre occasioni, vedasi per esempio la Tobin tax – l’isola e il continente alla fine si mostreranno più lontani di quanto non siano geograficamente. Il mercato della distribuzione presenta più di una differenza, non solo tra Regno Unito – dove i consulenti indipendenti sono assai più numerosi che, per dirne una, in Italia – ed Europa, ma anche tra i diversi Paesi del Vecchio Continente. È assai improbabile che si raggiunga un accordo su una riforma unica e buona per tutti i mercati nazionali.

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