Bufera derivati su Mps, titolo sotto scacco in Borsa

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di Redazione 22 Gennaio 2013 | 13:38
Secondo “Il Fatto Quotidiano”, la banca avrebbe siglato nel 2009 con Nomura un contratto derivato per “abbellire” il suo bilancio, provocando un buco da…

GIALLO SUL RISCHIO DERIVATIBanca Mps oggi soffre a Piazza Affari, appesantita dalle indiscrezioni pubblicate da “Il Fatto Quotidiano”, che ha raccontato di un’operazione segreta con Nomura per nascondere perdite per centinaia di milioni dal bilancio del 2009, quando l’istituto senese era guidato dal presidente Giuseppe Mussari e dal direttore generale Antonio Vigni.

IL CONTRATTO “ALEXANDRIA”
– Nello specifico, secondo quanto riporta il quotidiano, Mps avrebbe siglato nel 2009 con la banca giapponese un contratto derivato – chiamato “Alexandria” – che imporrebbe di inserire nel bilancio 2012 una correzione di 220 milioni, anche se i consulenti di Pwc ed Eidos stanno ancora lavorando per stabilire l’esatta portata del buco. La cessione a Nomura di “Alexandria” in cambio di un’operazione più sicura e garantita avrebbe consentito di migliorare il bilancio del 2009, ma Mps si sarebbe impegnata di rimando a prendere in carico derivati in perdita dall’istituto giapponese: derivati che ora metterebbero a rischio il bilancio 2012.

LA REPLICA DELLA BANCA
– A seguito delle indiscrezioni, Mps ha fatto sapere che sono in corso delle analisi su operazioni strutturate, tra cui appunto anche “Alexandria”: il dossier potrebbe essere presentato entro metà febbraio al cda della banca, il quale potrà adottare “ogni misura necessaria per assicurare, anche retrospettivamente, la corretta rappresentazione contabile delle operazioni in oggetto”, si legge nella nota diffusa dall’istituto di credito. Mps ricorda inoltre di aver chiesto un incremento di 500 milioni dei Monti bond per poter coprire impatti patrimoniali di eventuali rettifiche di bilancio e dei costi di chiusura di alcune operazioni.

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