La rabbia dei promotori di Mps: è tutta una strumentalizzazione

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di Redazione 28 Gennaio 2013 | 10:07
Tra gli uomini e le donne della rete c’è la sensazione che gli sviluppi saranno positivi. Raccontaci anche tu la tua esperienza e le tue impressioni.

NUOVO SOCIO IN ARRIVO – Alcuni parlano di un nuovo azionista, un privato, pronto ad acquistare una quota del capitale di Monte dei Paschi di Siena. È un fatto, intanto, che venerdì 25 gennaio l’assemblea dei soci abbia detto sì ai 3,9 miliardi di euro di Monti bond (vai qui per la notizia). Una parte dei quali – non va dimenticato – andrà a rimborsare gli 1,9 miliardi di Tremonti bond assegnati circa tre anni fa. Certo non si può dire che, nel mese precedente le elezioni politiche, il clima a Siena sia tra i più sereni. La più antica banca al mondo, espressione di una rete di poteri – politici ma non solo, come del resto altre in Italia – da sempre associata alla sinistra, è nel bel mezzo della tormenta.

LE OPERAZIONI STRUTTURATE
– Tutto è iniziato con una puntata della trasmissione televisiva Report, a cui è seguita una prima pagina sul quotidiano Il Fatto. Oggetto dei servizi giornalistici, alcune operazioni su derivati: in particolare, “Santorini” e “Alexandria” (vai qui per i dettagli). L’accusa, per farla breve, è che quelle operazioni strutturare siano servite a tenere nascoste il più a lungo possibile le perdite legate all’operazione Antonveneta. Nel 2007, Mps ha comprato Antonveneta spendendo 9 miliardi di euro cash appena pochi mesi prima che iniziasse la crisi economica.

L’OPERAZIONE ANTONVENETA
– Una crescita però non sostenibile, che ha portato la banca prima a fare ricorso ai Tremonti bond – 1,9 miliardi di euro tra il 2009 e il 2010 – e poi, dopo il sì dell’assemblea del 25 gennaio, ai 3,9 miliardi di Monti bond. Al di là degli eventuali risvolti penali – cui pare stia pensando la procura – per il sovrapprezzo pagato per Antonveneta, è un fatto che due manager di peso della vecchia guardia – l’ex presidente Giuseppe Mussari e l’ex direttore generale Antonio Vigni – siano fuori già da un anno, sostituiti da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Vedremo come andrà a finire.

I PROMOTORI VANNO AVANTI
– Intanto, tra i promotori finanziari si avverte forte la sensazione che sia tutta una “strumentalizzazione”, che sta pesando sulla reputazione della banca e sul loro lavoro. Chi è dentro tiene duro, ma chi stava per entrare nella rete preferisce aspettare che la situazione si chiarisca. “Quello di cui si parla oggi in termini di ‘scandalo’”, commenta un lettore, “è il frutto di una serie di operazioni sbagliate”. Tra gli uomini e le donne della rete c’è la sensazione che gli sviluppi saranno positivi: “Il lavoro di pulizia prosegue, l’istituto è solido”.

UN GIRO D’ITALIA IN CALENDARIO
– E poi, appunto, ci sarebbe questo nuovo socio privato pronto a entrare. Niente di confermato, per il momento. Ma intanto il lavoro dei promotori finanziari prosegue, con i professionisti che rassicurano i clienti e il calendario degli incontri che finora non ha subito modifiche. Sembrerebbe confermato dunque anche il giro d’Italia in nove tappe, con i top manager Profumo, Viola e Mario Incrocci in prima linea, che dovrebbe iniziare a marzo e terminare a giugno.

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