Promotori, Veneto Banca cerca ancora nuove leve

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di Maria Paulucci 21 Febbraio 2013 | 12:57
Il condirettore generale Mosè Fagiani parla degli obiettivi della rete e annuncia che sono in corso trattative per nuovi ingressi…

“La nostra rete è cresciuta molto negli ultimi anni”, dice a soldi&bluerating Mosè Fagiani, che in Veneto Banca ricopre il ruolo di condirettore generale. “Per questo”, continua, “ci siamo posti l’obiettivo di consolidare i risultati finora ottenuti e di lavorare sulla qualità delle relazioni e sui contenuti del servizio di consulenza, con l’obiettivo di accrescere il valore aggiunto per i clienti. Possiamo dire con soddisfazione che entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti, se per esempio pensiamo che il rendimento medio dei portafogli della clientela è stato del 7% in un anno in cui interpretare i mercati è stato davvero complicato”.

Com’è iniziato il 2013, in termini di raccolta netta?
Quando si punta a consolidare, la raccolta netta non rappresenta il primo obiettivo. Cresce molto quando si introducono nuovi professionisti, con il trasferimento di importanti portafogli. Il 2013 è iniziato con una buona intensità: la raccolta netta segna un più 5 milioni, quasi esclusivamente riferiti al comparto gestito.

I vostri obiettivi per l’anno in corso?
Veneto Banca vuole continuare a investire nel comparto dell’offerta fuori sede, perché ciò rappresenta un’importante leva di sviluppo a supporto delle filiali, con le quali la rete dei nostri pf opera in sinergia. I promotori sono considerati dalle filiali colleghi con il vestito da libero professionista, perché tutto ciò che producono concorre agli obiettivi di budget delle filiali stesse. Il nostro è un modello di business assolutamente originale, fatto di poche regole ma molto funzionali. L’abbiamo progettato otto anni fa, ma è ridiventato di grande attualità. Moltissime realtà bancarie stanno pensando di costituire nuove reti di promotori allo scopo di alimentare il business a costi variabili. Per questo, dopo un anno di consolidamento, ci aspettiamo un 2013 di sviluppo con un aumento degli asset under management sia ad opera della rete esistente che con l’introduzione di nuovi professionisti. Per quest’ultima attività, sono in corso interessanti trattative. Puntiamo a raggiungere il miliardo di patrimonio nel 2013.

Che tipo di pf vi interessa?
Professionisti che condividano le nostre specificità. Esperienza e ottima reputazione sono requisiti di base. Poniamo particolare attenzione ai comportamenti che sono alla base di un buon funzionamento delle sinergie con le filiali della banca. Le opportunità di reddito e sviluppo affari consentite dal nostro modello di rete bancaria sono tali che non servono portafogli alti per avere soddisfazioni economiche. E i bancari? Certamente sì. Clarisnet, la nostra rete, è quella che meglio di tutte incontra le loro esigenze. I professionisti continuano a svolgere l’attività che conoscono perfettamente, avendo a disposizione la filiale e tutti i prodotti e i servizi della banca commerciale, senza vincoli di subordinazione e senza budget di prodotto.

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