Consob alla Camera: riscrivere il Tuf. Il video dell’audizione su Mifid 2

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Maria Paulucci di Maria Paulucci 16 Giugno 2017 | 10:37
Consob propone di riscrivere il Testo unico della finanza e – già che ci siamo – fare dei vari testi unici un solo unico testo.

Sedersi a un tavolo e ragionare, dopo 20 anni, su due punti essenziali: uno, riscrivere il Testo unico della finanza, la cui nascita risale al 1998 e che ha sancito l’istituzione dell’ex Albo dei promotori finanziari, e – punto due – prendere tutti i testi unici e farne un solo testo unico. Questa la proposta della Consob presentata ai componenti della VI Commissione Finanze della Camera, presieduta dall’onorevole Maurizio Bernardo, nel corso dell’audizione informale tenuta giovedì 15 giugno (qui la notizia precedente). Il Testo unico della finanza “oggi è effettivamente, anche graficamente, scarsamente leggibile”, ha segnalato per conto della Consob il commissario Carmine Di Noia, chiamato a tenere l’audizione informale. Seconda proposta, dunque, prendere il Testo unico della finanza, il Testo unico bancario e il Codice delle assicurazioni, “che si parlano poco”, e farne appunto un solo Testo unico, ponendo il tutto “in chiave europea”. C’è insomma un problema di “scarso coordinamento”, anche perché, spiega Di Noia, si tratta di testi approvati in fasi successive.

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La tendenza europea è quella dell’armonizzazione, come dimostrano i lavori su Mifid 2 e Mifir. Da qui, la valutazione del testo all’esame delle commissioni parlamentari. Un testo “largamente condivisibile”, ha ribadito Di Noia, “per motivi strutturali e congiunturali. Strutturali perché ormai la disciplina europea è fatta sempre più da coppie di direttive (come Mifid 2, n.d.r.) e regolamenti (come Mifir, n.d.r.). Regolamenti immediatamente applicabili e direttive, come Mifid 2, in alcune parti esplicitamente di massima armonizzazione”. Inoltre, la direttiva è “molto dettagliata già al livello uno e in più a livello europeo è stata oggetto di una consultazione molto ampia”. Insomma, sul piano nazionale c’è poco spazio per la discrezionalità, sia per lo Stato membro sia per le autorità competenti, e ciò fa sì che il decreto aderisca molto alle intenzioni e al lavoro del legislatore europeo. A seguire, Di Noia ha riproposto i capitoli dell’audizione informale già tenuta al Senato (qui le slide) e poi ha risposto alle domande dei componenti della commissione sui vari punti del testo.

CLICCA PER GUARDARE IL VIDEO DELL’AUDIZIONE DI CARMINE DI NOIA

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