Consulenza, Scolari racconta a BLUERATING le novità sul prossimo Forum Ascosim

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di Diana Bin 8 Marzo 2013 | 09:30
L’evento si terrà a Palazzo Mezzanotte a Milano il prossimo 20 marzo. Ecco tutte le novità in programma.

Andrà in scena mercoledì 20 marzo a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, il 3° Forum Nazionale della Consulenza Finanziaria organizzato da Ascosim. L’evento, spiega l’Associazione delle sim di consulenza, si propone di sviluppare un confronto tra i diversi soggetti interessati all’attività di consulenza, con interventi da parte di esponenti delle autorità di vigilanza, del mondo accademico e delle principali associazioni di categoria degli intermediari. BLUERATING ha intervistato il segretario generale di Ascosim, Massimo Scolari, per avere qualche anticipazione.

Quali sono gli obiettivi del terzo Forum Nazionale sulla Consulenza Finanziaria? Quali i temi trattati?
Il Terzo Forum Nazionale sulla consulenza finanziario organizzato da Ascosim presenta quest’anno numerose novità. Il primo tema, proseguendo l’esperienza degli anni precedenti, rimane la riflessione sugli sviluppi della normativa e della regolamentazione europea in materia di consulenza finanziaria, con un particolare riguardo quindi alla nuova direttiva Mifid. Abbiamo invitato come relatori un esponente della Commissione Europea che ci porterà l’aggiornamento dei lavori comunitari e un esponente del Ministero dell’Economia e delle Finanze che racconterà la posizione italiana nel contesto della negoziazione europea sulla Mifid 2. Ascolteremo inoltre l’opinione delle nostre Autorità di vigilanza (Consob e Banca d’Italia). Il secondo tema che verrà discusso riguarda l’analisi della tolleranza al rischio, l’educazione finanziaria dei risparmiatori ed il collegamento tra consulenza e finanza sostenibile. Nel pomeriggio avremo quindi un workshop con la partecipazione di esponenti delle Sim di Consulenza che racconteranno ai presenti le proprie esperienze ed i modelli operativi utilizzati.

Quante persone vi aspettate parteciperanno all’evento?
Nelle precedenti edizioni abbiamo avuto una partecipazione di 400-500 persone e pensiamo che anche quest’anno le presenze saranno abbastanza numerose. Ma più che la quantità, per noi conta la qualità. Soprattutto è rilevante il fatto che i partecipanti provengono da diversi ambienti: molti consulenti e promotori, ma anche numerosi private banker e gestori di patrimoni; oltre agli operatori finanziari ci attendiamo la presenza di docenti e di studenti universitari nonché di numerosi giornalisti economici.
Infine abbiamo notato dalle registrazioni avvenute sul nostro sito anche la presenza di un qualificato numero di investitori privati.

Cosa succederà con l’arrivo della Mifid 2? Dove porteranno le nuove norme?
Quando siamo andati a Bruxelles per incontrare la Commissione Europea siamo stati sorpresi da quanto ci dicevano i funzionari durante la riunione: il modello di business messo a punto dalle sim di consulenza sembra particolarmente adatto al nuovo contesto disegnato dalla proposta della Commissione di revisione della Mifid: la previsione di una specifica modalità di consulenza finanziaria, definita indipendente, nella quale il consulente spazia in un’ampia gamma di strumenti e di prodotti finanziari e si astiene dal percepire incentivi dalla fabbriche prodotto. Sono esattamente i punti qualificanti del Codice Etico che Ascosim ha adottato dal 2010. Con qualcosa in più: la previsione di adeguati requisiti di professionalità per chi svolge il servizio di consulenza alla clientela.
 
In Italia si affermerà il pagamento della parcella, sulla falsariga del modello anglosassone?
Nel Regno Unito si comincia in questi mesi a verificare gli effetti dell’introduzione della Rdr. E’ ancora presto per giungere a conclusioni che non potrebbero che essere affrettate e superficiali. Le prime indicazioni non sono univoche e, come tutte le importanti riforme, hanno bisogno di tempo per affermarsi. Di certo, l’esperienza Uk è un importante laboratorio per tutta l’Europa e gli esiti dell’esperienza su quel mercato non mancheranno di farsi sentire anche da noi. Non possiamo dire se la parcella si affermerà, ma siamo certi che sta cambiando (troppo lentamente purtroppo) il rapporto tra intermediari e clienti, sia perché lo richiede la sfida della crisi, sia perché lo richiede la crescita culturale dei risparmiatori.

Promotori finanziari e consulenti sono, in prospettiva, figure distinte o sovrapponibili?
Su questo punto è bene distinguere gli aspetti normativi, che certamente prevedono una netta distinzione dei ruoli tra i diversi soggetti, dalle considerazioni di sostanza, che vedono entrambe le categorie impegnate a servire al meglio gli interessi della clientela in un ambito sempre più caratterizzato dalla domanda di indipendenza. Promotori e consulenti hanno entrambi punti di forza e di debolezza: crediamo che si svilupperà una sana concorrenza e probabilmente si affermeranno i soggetti, appartenenti ad entrambe le categorie, dotati di maggiore  qualificazione e  competenza professionale.

Quali sono oggi in Italia i diversi approcci alla consulenza e i diversi modelli di remunerazione proposti dagli intermediari?
Le banche hanno prevalentemente proposto un servizio di consulenza alla propria clientela collegato con l’attività di collocamento. Il servizio è gratuito, quindi accettato dalla gran parte dei clienti (alcune stime fornite dalla Consob evidenziano che circa due terzi dei depositi amministrati dalle banche italiane è sottoposto alla consulenza). Più che una consulenza finanziaria classica, si tratta invece di una “consulenza di base” che prevede da parte delle banche la valutazione di adeguatezza (obbligatoria nella consulenza) anche degli strumenti finanziari oggetto di collocamento al pubblico. Alcune reti di promotori hanno anch’esse avviato un servizio di consulenza finanziaria che prevede raccomandazioni di investimento, anche mediante portafogli modello, adeguate al profilo di rischio del cliente. In alcuni casi il cliente paga una parcella che si aggiunge ai tradizionali costi dei prodotti finanziari (consulenza “on top”), in altri casi vengono invece riconosciute e retrocesse al cliente le commissioni percepite dalla rete di distribuzione, il cui importo va a diminuire il costo della parcella di consulenza. Infine il modello fee-only praticato dalle sim di Consulenza e dai consulenti indipendenti che prevede solo il pagamento della parcella, senza alcuna retrocessione di inducements.

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