Banca Mediolanum: lasciate che i bancari vengano a noi

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di Maria Paulucci 2 Maggio 2013 | 09:32
Parla l’a.d. Massimo Doris: “Sulla raccolta netta e sulle consistenze patrimoniali, nel 2013 crediamo di riuscire a fare meglio dello scorso anno”.

IL 2013 DI BANCA MEDIOLANUMMediolanum si prepara ad annunciare un “buon primo trimestre” e, visti i segnali incoraggianti di aprile, si aspetta che la raccolta netta sia sostenuta anche nel secondo quarto del 2013. Lo ha detto al Salone del Risparmio di Milano, a metà aprile, Massimo Doris, vice presidente di Mediolanum e amministratore delegato di Banca Mediolanum. “Dovremmo chiudere con un buon primo trimestre”, ha dichiarato il manager. L’eventuale conferma all’anticipazione arriverà tra una manciata di giorni: Mediolanum, infatti, renderà noti i risultati dei primi tre mesi il 9 maggio.

Qualche dettaglio in più sui primi mesi del 2013? Che cosa ci può dire a questo proposito?

Per quanto riguarda la raccolta netta, per come è partito aprile non vedo motivi perché non rimanga forte anche nel secondo trimestre. A gennaio e febbraio il totale è stato di 528 milioni, appena sotto lo stesso periodo dello scorso anno ma con un mix decisamente migliore, perché è stato per la gran parte nel gestito, con un record assoluto su fondi e gestioni. A marzo, poi, la raccolta netta totale è stata pari a 189 milioni. Nello stesso mese, a fondi e gestioni sono andati 381 milioni. Insomma, abbiamo chiuso bene il 2012 e con quel ritmo abbiamo proseguito in questi primi mesi dell’anno. Ci aspettiamo di continuare di questo passo.

E sul reclutamento?

In questi ultimi cinque anni abbiamo registrato una fuoriuscita di promotori. Nonostante la decrescita, abbiamo sempre fatto raccolte nette positive. Ciò significa che le persone che abbiamo inserito facevano più di quelle che sono uscite. Insomma, da anni stiamo andando verso un incremento della qualità dei nostri family banker. D’altronde, questa crisi ha messo fuori mercato i più deboli, i più inesperti.

Dunque, adesso qual è il vostro obiettivo?
Il nostro obiettivo è avere a fine 2013 una rete più ampia di quella dell’anno prima. Quindi vogliamo interrompere il trend negativo delle fuoriuscite e tornare a crescere, e con qualità, perché riteniamo che sul mercato ci siano le condizioni. Chi entra in Mediolanum ha una prospettiva di crescita. Possiamo essere una valida alternativa sul mercato per quei bancari che vedono i loro posti di lavoro in pericolo, dal momento che le banche stanno cercando di chiudere filiali.

Qual è l’identikit del professionista che state cercando ora?

Stiamo guardando soprattutto a chi lavora in banca, principalmente al direttore di filiale, a chi ha contatti con la clientela. Riteniamo di potergli offrire lo stesso tipo di lavoro. Banca Mediolanum dà al cliente tutti i servizi di una banca tradizionale, solo che il lavoro è imprenditoriale, in termini di remunerazione. Il portafoglio medio dei nostri family banker è di 9,4 milioni circa, perciò cerchiamo persone che abbiano almeno quel tipo di portafoglio. L’obiettivo è portare dentro chi possa raggiungere i 20/25 milioni. Ovviamente questo non si costruisce in un anno di lavoro. Però deve essere l’obiettivo.

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