Un altro promotore finisce nel mirino della Consob e dice addio all’Albo

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di Redazione 7 Maggio 2013 | 09:02
A segnalare le condotte irregolari di Antonio Annibaletti è stato Credem, che ha fatto sapere di averlo licenziato per giusta causa dopo che…

ANTONIO ANNIBALETTI – Arriva dalla Consob un’altra radiazione dall’Albo unico dei promotori finanziari. Questa volta il provvedimento, comunicato con delibera numero 18524, riguarda Antonio Annibaletti, iscritto al registro dal 2002. Il procedimento a suo carico è partito dalle segnalazioni di Credito Emiliano, che in aprile 2011 ha comunicato alla Consob di aver licenziato per giusta causa Annibaletti, proprio dipendente e promotore finanziario, avendo accertato diverse irregolarità nello svolgimento della sua attività.

LE CONTESTAZIONI – Dalla documentazione successivamente inviata da Credem su richiesta della stessa Commissione, è emerso che Annibaletti avrebbe acquisito la disponibilità di somme di danaro di pertinenza della clientela, comunicato e trasmesso agli investitori documentazione e informazioni contenenti dati non rispondenti al vero, contraffatto la firma dei clienti su modulistica contrattuale, effettuato operazioni non autorizzate dalla clientela, simulato operazioni di investimento inesistenti e accettato mezzi di pagamento difformi rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente.

GLI ACCERTAMENTI – Al fine degli accertamenti, la Consob ha poi considerato anche una relazione redatta dal servizio Audit di Credito Emiliano in cui si dà conto delle verifiche svolte sull’operatività di Annibaletti e delle dichiarazioni da clienti coinvolti, i quali hanno disconosciuto l’operatività a valere sui loro conti tramite il promotore e hanno trasmesso alla banca documenti contrattuali a loro forniti da Annibaletti, rivelatisi falsi o contraffatti, e le perizie redatte dal grafologo giudiziario su incarico di Credito Emiliano, che attestano la falsità delle firme in calce ad  alcuni moduli contrattuali oggetto di contestazione.

LA DECISIONE – Il promotore ha provato a difendersi negando ogni addebito, ma la Commissione ha valutato le deduzioni di parte come “inidonee a indurre a una diversa considerazione dei fatti emersi”, e ha dunque “ritenuto accertate tutte le fattispecie oggetto di contestazione”. Alla luce di quanto emerso la Consob ha dunque disposto la radiazione del promotore dall’Albo.

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