Promotori, Franceschelli (Anasf): Serve un piano per la finanza

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di Redazione 10 Maggio 2013 | 10:16
Di ritorno dall’International Cifa Forum, andato in scena a fine aprile nel Principato di Monaco, la promotrice finanziaria di Allianz Bank Financial Advisors e membro del comitato esecutivo nazionale di Anasf spiega che…

Montecarlo, un anno dopo. Vania Franceschelli, promotrice finanziaria in Allianz Bank Financial Advisors e dal 2011 membro del comitato esecutivo nazionale di Anasf, è appena rientrata dal Principato di Monaco, dove dal 24 al 26 aprile si è svolto l’undicesimo International Cifa Forum. In Anasf Vania Franceschelli ricopre l’incarico di responsabile dell’area estero. Inoltre è nel consultative committee di Fecif, la Federazione europea dei consulenti e degli intermediari finanziari.

Stavolta all’International Cifa Forum ci si è chiesti: può il sistema finanziario mondiale essere riformato? La risposta?
In tre giorni di interventi, le risposte sono state molte. L’idea prevalente è che non è giusto che tutto il mondo paghi per questa crisi. Il problema ora riguarda soprattutto gli Stati del bacino del Mediterraneo, che devono rimborsare i debiti e riformare la politica fiscale.

Altro?
Ci vuole un piano internazionale per riformare il sistema finanziario, e l’azione deve essere congiunta. Le persone devono essere informate: la crisi si è fatta più acuta perché la profilazione dei prodotti finanziari non è stata chiara.

Che cosa chiedono i consulenti finanziari alle istituzioni europee? Quali sono le priorità a livello continentale individuate durante l’ultima edizione del Forum?
Le priorità dei consulenti sono quelle di salvaguardare gli interessi del cliente con una sempre maggiore trasparenza. Se guardiamo su cosa il Parlamento europeo si concentrerà nei prossimi mesi – ricordo che il 30 giugno scadrà la presidenza irlandese e inizierà quella lituana – i temi più importanti da affrontare sono la revisione della Mifid 2 e dell’Imd 2 – quest’ultima in campo asscurativo – la creazione di un Kid per il cittadino – ossia di un documento con le informazioni chiave sugli strumenti finanziari – e la proposta di Ucits V. Tutto ciò ha un unico comune denominatore: porre il cliente nelle condizioni di capire che cosa sta sottoscrivendo e di fare quindi scelte oggettive e adatte al suo profilo.

I suoi colleghi europei le hanno chiesto dell’Italia e della precaria situazione economica e politica del nostro Paese?
La situazione italiana è nota a tutti, ma non ho ricevuto domande dirette. Alcuni operatori mi hanno invece riferito che hanno consigliato ai loro clienti la sottoscrizione dei nuovi Btp Italia: li trovano un buon prodotto per diversificare il rischio.

Cosa c’è ora sull’agenda di Anasf e Fecif? Che cosa ci può anticipare?
Nei prossimi mesi, Anasf continuerà a incontrare a Bruxelles i rappresentanti italiani in materia soprattutto di revisione di Mifid 2 e Imd 2. Il nostro compito è spiegare loro la professione del pf nel nostro Paese e l’impatto che una legislazione limitata al fee only potrebbe avere. Oltre a ciò, proseguono in Italia gli incontri con i rappresentanti di Consob e ministero dell’Economia. Insomma, si lavora insieme a Fecif e alle istituzioni nazionali. Speriamo che il ruolo del pf ne esca rafforzato e soprattutto che tutti capiscano che il bene supremo nella nostra attività è sempre e comunque la tutela del cliente. Su Fecif, tantissime novità. Innanzitutto, l’entrata di nuovi colleghi appartenenti a Belgio, Repubblica Ceca e Spagna. In più, stiamo cercando di fare un evento a livello europeo. Ma è ancora presto per svelarne i contenuti.

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