Promotori, adesso Anasf si batterà per un solo contratto

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di Maria Paulucci 14 Maggio 2013 | 15:30
L’associazione ha presentato il resoconto dell’ultimo anno e i progetti in cantiere: in lista la remunerazione, la previdenza e le nuove leve.

UN SOLO CONTRATTO – Un unico contratto per la categoria: è questo uno degli obiettivi su cui lavorerà Anasf, l’Associazione nazionale dei promotori finanziari, che oggi a Milano ha presentato il bilancio dell’anno e i progetti in cantiere. Sono intervenuti il presidente Maurizio Bufi, il direttore generale Germana Martano e Ferruccio Riva, del comitato esecutivo. “Proprio in questi giorni la squadra che guida Anasf compie due anni di attività”, ha segnalato Bufi. “L’ultimo anno, in particolare, ha visto l’associazione impegnata su vari fronti in sedi politiche e istituzionali. L’uscita dei promotori finanziari dall’Oam (vai qui per la notizia) è stato un risultato giunto dopo una lunga battaglia che ci ha impegnato dall’ottobre del 2011. Premiati anche gli sforzi per chiarire lo status dell’iscrizione alle Camere di Commercio dei promotori finanziari, con la risposta di Unioncamere che ha condiviso la nostra posizione”.

LA PROPOSTA DI ANASF – Guardando avanti, uno dei temi cardine sarà per l’associazione la proposta al mercato di un modello di contratto comune per la categoria, che ciascuna società potrà adattare sulla base delle sue esigenze, della struttura societaria, dei suoi aspetti caratterizzanti e del suo business. “È la novità di quest’anno”, ha sottolineato dal canto suo Riva. “Gli obiettivi che ci poniamo sono fra gli altri quello di rendere più appetibile per i giovani la professione, dandole uno status più riconoscibile e stabile, tutelare meglio i risparmiatori, attraverso una rivisitazione delle modalità di rapporto nelle funzioni del professionista, e definire alcune ‘zone grigie’ dei contratti vigenti, stabilizzando e qualificando il rapporto tra intermediario e professionista”.


Maurizio Bufi, presidente Anasf

REMUNERAZIONE E PREVIDENZA – L’associazione ritiene in particolare che sarà utile specificare meglio l’oggetto dell’incarico, la previdenza del promotore finanziario e il trattamento di fine rapporto, come anche prevedere una semplificazione della modalità di remunerazione per risolvere i conflitti di interesse, definendo nel dettaglio il concetto di portafoglio e di cliente. Ma si lavora anche alla reintroduzione di una forma di tirocinio o di praticantato per agevolare il ricambio generazionale. Inoltre, l’associazione propone che si recepisca pure in Italia la possibilità di svolgere l’attività come persona giuridica, possibilità già prevista dalla normativa dell’Unione europea.

L’UMORE DEI PROMOTORI – Non è tutto. “Da ottobre”, ha aggiunto Germana Martano,“Anasf, in collaborazione con l’Università Bicocca di Milano, ha inserito nella sua storica indagine Real Trend un set di domande centrato sulla percezione che il campione di circa 600 soci intervistati ha rispetto al rapporto con i clienti e alla loro propensione al rischio, chiedendo anche di pronunciarsi – questa volta però sulla base di un esame oggettivo – sulla propria personale fiducia sul futuro dell’economia, della finanza e del proprio lavoro“. Insomma, è emerso che ” gli ultimi mesi del 2012 sono stati dal punto di vista professionale molto soddisfacenti per i promotori finanziari, mentre l’inizio del 2013 ha fatto registrare una leggera contrazione di questo ottimismo, dovuta probabilmente alla complessità della recente vicenda politica nel nostro Paese. Sarà molto interessante andare a leggere i dati dei prossimi mesi. L’appuntamento, dunque, è tra qualche mese”, ha concluso Martano.

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