Un promotore è imputato in un processo: la Consob lo sospende per un anno

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di Redazione 14 Maggio 2013 | 11:25
Paolo Baroni, in qualità di “consulente personal banking” presso UniCredit Banca, si sarebbe appropriato di denaro o valori di clienti al fine di procurarsi un ingiusto profitto…

ISCRITTO, CANCELLATO, REISCRITTO E SOSPESO – Paolo Baroni si era iscritto nel 1996 all’Albo dei promotori finanziari, ma dieci anni dopo era stato cancellato per mancato pagamento del contributo di vigilanza. Reiscritto a partire dal 2009, ora è stato sospeso in via cautelare per un anno perché imputato nell’ambito di un procedimento penale (qui la delibera). Dal decreto di citazione a giudizio emerge che Baroni, in qualità di consulente personal banking presso UniCredit Banca, si sarebbe appropriato di denaro o valori di clienti per procurarsi un ingiusto profitto, e avrebbe effettuato movimentazioni sui loro conti per evitare che i clienti danneggiati da perdite finanziarie manifestassero le proprie lamentele alla banca.

LA DIFESA DEL PROMOTORE – Interpellato dalla Consob, Baroni ha spiegato che UniCredit lo aveva denunciato solo per “disporre di un indebito mezzo di pressione nei suoi confronti, in quanto all’epoca il promotore aveva in corso con la società un contenzioso in sede civile relativo alle modalità di cessazione del rapporto di lavoro”. In particolare, Baroni sostiene di aver chiesto il risarcimento dei danni a UniCredit, la quale avrebbe cercato di addebitare al promotore delle perdite dovute non alla sua attività, ma all’andamento disastroso del mercato azionario e obbligazionario. La controversia si sarebbe poi ricomposta attraverso un accordo transattivo proposto dai legali della banca. Baroni ha affermato inoltre che le sue condotte irregolari, all’origine del procedimento penale, sono state realizzate dietro forti pressioni della direzione locale della banca. Ha poi ricordato che nel corso del giudizio penale il giudice ha deciso di escludere la costituzione di parte civile della banca, non ritenendo che la stessa fosse stata danneggiata dal suo comportamento e ha aggiunto che anche i clienti coinvolti non hanno subito alcun danno.

LA DECISIONE – Baroni sostiene dunque di non aver commesso alcun illecito, ma solo delle mere irregolarità formali e si è detto certo che il procedimento penale si concluderà con una piena assoluzione: non sarebbe dunque necessaria una sua sospensione dall’Albo. Alla luce degli elementi a sua disposizione, la Consob ha ritenuto i reati descritti nel decreto di citazione a giudizio di rilevante gravità in relazione all’esercizio dell’attività di promotore finanziario, “in quanto denotano l’attitudine a pregiudicare gli interessi coinvolti nello svolgimento dell’attività stessa”. Giudicando inoltre le argomentazioni presentate dal promotore non confermate da alcun elemento di prova e comunque inidonee a superare le esigenze cautelari a tutela degli interessi dei potenziali investitori, ha deciso di  sospendere Baroni in via cautelare per un anno dall’esercizio dell’attività di promotore finanziario.

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