Fondi attivi europei, chi ha battuto il benchmark nel 2016

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di Marco Muffato 21 Giugno 2017 | 16:06
Un anno difficile, quello trascorso per i gestori attivi dei fondi domiciliati in Europa, che in meno di un caso su tre sono riusciti a ottenere performance superiori all’indice di riferimento. Ecco chi si è distinti in un mercato complesso.

Scegliere per i propri clienti il fondo attivo capace di sovraperformare i relativi benchmark non è impresa facile. Come spiega lo studio di Lyxor Asset Management, presentato oggi a Milano e relativo al 2016, che ha evidenziato come appena il 28% dei fondi attivi domiciliati in Europa sia stato in grado di battere il benchmark (quindi meno di uno su tre) a fronte di quanto avvenuto invece con riferimento al 2015 quando i fondi capaci di battere il benchmark furono ben il 47% (quasi uno su due). E con un arco temporale più lungo le cose non migliorano, anzi. Sui 10 anni appena il 19% dei fondi attivi è stato capace di superare il benchmark (appena 1 su 5).

Dalla ricerca Lyxor emergono però anche indicazioni interessanti per i professionisti degli investimenti finanziari. Quali sono per esempio le categorie di fondi attivi domiciliati in Europa che hanno saputo in misura maggiore battere i rispettivi indici di riferimento? I top performing del 2016 sono stati i fondi Europe Small Caps che nel 66% dei casi hanno battuto il benchmark, seguiti a ruota dai fondi France Smid Caps a quota 65% e terzo gradino del podio per i fondi Euro Corporate che nel 52% dei casi hanno fatto meglio degli indici di riferimento.

I gestori attivi che sono riusciti a battere il benchmark sono quelli che nell’asset allocation hanno sovraponderato il fattore di rischio “value” (bassa valutazione) a scapito dei fattori low beta, quality e momentum, che avevano trainato le performance nel 2015.

“Tenuto conto dell’attuale contesto di mercato, influenzato più dalla politica che dall’economia, nel 2016 i gestori hanno faticato a generare performance e individuare le inversioni di tendenza”, ha dichiarato Marlene Hassine, head of Etf Research di Lyxor, che ha aggiunto: “Le incertezze politiche ancora molto presenti nel 2017, in particolare in Europa, continueranno senz’altro a essere un ostacolo per i gestori attivi nel corso dell’anno”.

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