Prometeia, il sistema bancario tornerà a generare (modesti) utili nel 2013

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di Redazione 24 Maggio 2013 | 12:56
Le stime parlano di utili per 21 miliardi di euro nel triennio 2013-2016: circa un terzo rispetto al 2005-2007, ma comunque in miglioramento da…

21 MILIARDI TRA IL 2013 E IL 2016 – Il sistema bancario italiano dovrebbe generare utili complessivi per 21 miliardi di euro nel triennio 2013-2016, un risultato in deciso miglioramento rispetto al rosso di 16 miliardi registrato nel periodo 2010-2012, ma comunque ancora ben lontano dagli oltre 61 miliardi del triennio 2005-2007. Sono le previsioni diffuse da Prometeia, secondo cui già nel 2013 si vedrà un ritorno all’utile per circa 2,4 miliardi di euro.

MARGINE DI INTERESSE ANCORA IN CALO NEL 2013 – In base allo scenario macroeconomico considerato nello studio – Italia ancora in recessione nel 2013 (-1,9% per il Pil) e in ripresa nei due anni successivi (+0,5% e +1,2% la crescita del Pil nel 2014 e 2015) – per il sistema bancario il prossimo triennio sarà ancora caratterizzato da una scarsa crescita dei volumi di intermediazione, mentre il margine della clientela scenderà ancora nel 2013, provocando un calo del margine di interesse che dovrebbe tornare a crescere solo nei due anni successivi a un tasso medio del 3,7%.

ROE BASSO NEL TRIENNIO – Quanto alla redditività del capitale, prosegue Prometeia, resterà tendenzialmente bassa: secondo le stime il Roe dovrebbe passare dallo 0,9% di fine 2013 al 3,7% del 2015, un livello che rischia di non attirare investitori su questo settore. Il peggioramento della qualità del credito per tutti i settori dell’economia comporterà inoltre un flusso di rettifiche su crediti ancora elevato: 19 miliardi nel 2013 e 48 miliardi cumulati nel triennio di previsione. Al netto delle sofferenze, il credito a famiglie e imprese si ridurrà anche nel 2013 (-1,9%) e tornerà a crescere solo nei due anni successivi (+2% nel 2015).

UN SISTEMA SOLIDO – In questo scenario, commenta Prometeia, le banche dovranno continuare a mettere in atto, anche nei prossimi anni, misure di contenimento dei costi, che passeranno prevedibilmente per la razionalizzazione delle reti distributive, dei costi amministrativi e di personale. “Ad oggi il sistema ha un eccesso di capacità produttiva, è necessario attuare un processo di ristrutturazione”, hanno commentato da Prometeia. Quello che emerge dalle previsioni dell’istituto di ricerca bolognese è dunque un sistema bancario che non guadagna ma che, va sottolineato, si presenta ancora solido dal punto di vista patrimoniale, e in grado di coprire le perdite senza significativi nuovi interventi di patrimonializzazione.

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