PROMOTORI-SPECIALE APF: Dalla Giurgola Trazza due parole d’ordine

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di Andrea Giacobino 4 Giugno 2013 | 07:00
Introduzione degli studi associati e attribuzione all’Organismo della vigilanza sui promotori finanziari, missione oggi attribuita alla Consob.

IL POTENZIALE DEGLI STUDI – Introduzione degli studi associati e attribuzione all’Apf della vigilanza sui promotori finanziari, oggi svolta da Consob. Sono i due punti chiave del discorso di oggi con cui il presidente dell’Organismo per la tenuta dell’Albo dei promotori finanziari (Apf) Giovanna Giurgola Trazza apre la relazione annuale: un “bilancio conclusivo” per certi versi, considerato che la Giurgola Trazza è alla scadenza del suo mandato e in molti aspirano al suo posto. Va tuttavia riconosciuto che il lavoro finora svolto dalla Trazza, di estrazione Consob, nello start-up prima e nell’avvio poi dell’Apf, coadiuvata dal direttore generale Giuseppe Capobianco, ha dato i suoi frutti in termini di chiarezza di scelte e precisione di strategie.

A FAVORE DEI GIOVANI – Una chiarezza che il presidente uscente non lesina quando parla dei punti chiave: le “nuove forme di aggregazione per l’esercizio della professione” di promotore finanziario possono trovarsi negli studi associati proprio perché il promotore finanziario è un professionista in evoluzione che necessita di maggiori competenze e di nuove strutture a sostegno”. L’introduzione dello studio associato, che ha bisogno di una modifica normativa, “potrebbe contribuire a conferire un respiro europeo alla professione e a contrastare il fenomeno di continuo invecchiamento della categoria e di mortificazione delle aspirazione dei giovani che nonostante l’interesse e l’impegno per accedervi non riescono a permanervi”.

LA VIGILANZA DA CONSOB AD APF – Parole chiare dalla Giurgola Trazza anche sul delicato tema della vigilanza. “Si rende ormai urgente e necessitata”, dice il presidente uscente di Apf, “l’attribuzione all’Apf della funzione di vigilanza sugli iscritti all’Albo, oggi svolta dalla Consob” anche per eliminare “un’anomalia normativa”, derivante dall’essere l’Apf nato prima degli altri Organismi (come l’Oam) che ha creato “un penalizzante e immotivato disallineamento”. E questo tema sollevato dal presidente uscente dell’Apf, c’è da scommetterlo, sarà uno dei punti chiave al prossimo convegno Assoreti del 15 giugno.

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