Promotori finanziari, anche la Consob dà l’ok all’Organismo unico

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di Maria Paulucci 5 Giugno 2013 | 06:54
Secondo il vice direttore generale Giuseppe D’Agostino, la scelta normativa di prevederne due separati, di cui uno per i consulenti, va ripensata.

DUE ORGANISMI SONO TROPPI – Un unico Organismo di amministrazione e di vigilanza per i promotori finanziari e per i consulenti. È la proposta su cui ha insistito, nelle conclusioni al suo intervento in occasione della relazione annuale di Apf, martedì 4 giugno a Roma (vai qui per la notizia), il vice direttore generale della Consob Giuseppe D’Agostino. In linea peraltro con le riflessioni a cui il mensile BLUERATING ha dedicato la copertina del numero di giugno (vai qui per sfogliarlo). Bisognerebbe chiedersi, ha in sostanza detto D’Agostino, “se ha ancora significato – nel quadro di un’organica disciplina di settore – il permanere di sistemi normativi settoriali fortemente differenziati quanto alle competenze funzionali attribuite ai singoli Organismi oggi in essere”.

UNA SCELTA CHE VA RIPENSATA
– “Sotto altro profilo, e con specifico riguardo al settore finanziario, la scelta normativa di prevedere due Organismi, uno di amministrazione dedicato ai promotori finanziari e uno di amministrazione e vigilanza dedicato ai consulenti finanziari, merita certamente di essere rimeditata”, ha dichiarato D’Agostino, “anche alla luce del concetto unitario del servizio di consulenza contemplato dalla Mifid, pur nelle sue diverse declinazioni, servizio della cui diffusione i promotori finanziari sono da sempre importantissimi attori. Questo disegno andrebbe inserito nel quadro di una razionale ripartizione di compiti di controllo tra Organismi e autorità, secondo una logica di gerarchia e di economie di scopo”.

IL RICONOSCIMENTO AL LAVORO DI APF – La premessa della proposta è un riconoscimento al lavoro svolto da Apf. “L’Apf“, ha detto il vice direttore generale di Consob, “sta per compiere cinque anni ed è stato il primogenito nella famiglia degli Organismi per la tenuta degli Albi di operatori finanziari e le scelte effettuate hanno rappresentato un modello organizzativo per gli altri Organismi istituiti dal legislatore. Ritengo che in questi anni le innovazioni a livello organizzativo portate avanti dall’Apf si siano orientate nella giusta direzione, in un contesto che pone sfide sempre più complesse e che richiede un impegno costante ed equilibrato. Un’istituzione moderna e capace di perseguire con determinazione i suoi compiti: questo l’organismo ha dimostrato finora di essere, adeguando le sue regole e le sue procedure”.

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