CheBanca si butta nel risparmio gestito

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di Redazione 18 Dicembre 2013 | 13:20
La banca retail del gruppo Mediobanca lancia la piattaforma Risparmio Gestito. Nessuna intenzione ad oggi di costruire una rete di promotori.

RISPARMIO GESTITO CheBanca! debutta nel risparmio gestito. La banca retail del gruppo Mediobanca lancia la piattaforma Risparmio Gestito, che punta a una raccolta netta di 600 milioni di euro nel 2014 e di 2 miliardi alla fine del piano triennale a giugno 2016. Per ora, ha precisato la banca, non è prevista la formazione o il ricorso a una rete di promotori finanziari. “È un tassello che si incastra perfettamente nel piano presentato a giugno, perché ci permette di indirizzare due pilastri strategici, quello di ampliare la gamma dei prodotti di CheBanca! e quello di creare una piattaforma di cross selling per massimizzare la raccolta che attualmente è di 14 miliardi di euro”, ha sottolineato Gian Luca Sichel, amministratore delegato di CheBanca!.

UNA SELEZIONE DI 1.800 FONDI – “Il lancio del risparmio gestito corona un anno estremamente positivo e di grande crescita per CheBanca!. Abbiamo superato il mezzo milione di clienti, quasi raddoppiato il numero dei clienti e toccato il miliardo di raccolto amministrato”, ha aggiunto Sichel. Risparmio Gestito sarà disponibile da domani sul canale online, al telefono e nelle 44 filiali di CheBanca!. Il cliente avrà a disposizione una selezioni di 1.800 fondi, cui potrà accedere liberamente o facendosi guidare dagli strumenti online o dal personale in filiale. “Ci sarà un unico costo, quello di gestione”, ha sottolineato il direttore generale di CheBanca!, Roberto Ferrari.

PARLA SICHEL – “Finora il mercato del risparmio gestito è stato dominato dalla figura dei promotori che hanno coltivato la relazione con i clienti tramite una presenza fisica. Noi puntiamo a una consulenza fisico-digitale a costi accessibili”, ha spiegato Sichel, precisando che per la parte di assistenza sono già state formate 100 persone, più altre 100 di supporto nell’ambito di una struttura di “multicanalità integrata”. Per il futuro non sono esclusi “modelli ibridi”, flessibili, ora solo alla fase di studio. Sul fronte dei ricavi, le commissioni che oggi hanno un peso molto limitato “un domani potranno arrivare al 30% del margine di intermediazione”.

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