CONSULENTIA 2014 – I promotori festeggiano la “goleada” alle banche

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di Maria Paulucci 6 Febbraio 2014 | 13:15
Al momento le reti godono di un vantaggio competitivo rispetto alle banche in termini di redditività. Ma attenzione a non rilassarsi troppo. Parola dei numeri uno.

LA DIREZIONE DEL CAMBIAMENTO – (Ri)posizionamento sul mercato e nuove regole per il settore. Sono due dei grandi temi che hanno dominato la prima mattina di Consulentia 2014-Professionisti in Capitale, evento di due giorni organizzato a Roma da Anasf,l’associazione nazionale dei promotori finanziari. La parola di benvenuto è stata del presidente Maurizio Bufi (nella foto qui a destra), il quale ha annunciato il raggiungimento delle 1.800 adesioni ribadendo che “questo vuole essere un momento di confronto ricorrente”. C’è stata anche la politica, nella persona del vice ministro dell’Economia Luigi Casero e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi, che ai professionisti in Capitale ha mandato un saluto e un augurio di buon lavoro. In platea, un senatore e un deputato delle rispettive Commissioni Finanze di Palazzo Madama e Montecitorio, a testimoniare che il risparmio è un tema della politica, oltre che dell’economia.

“GOLEADA” ALLE BANCHE – Una ricerca della Bocconi sul confronto tra il sistema reti e il sistema banche – con il primo che, in termini di redditività, nel periodo tra il 2006 e il 2012 è risultato vincente – e sulle regole ha dato il via al dibattito tra gli operatori del settore (nella foto qui a sinistra, un momento del confronto. Sotto, uno scorcio della platea). Dibattito al quale, dopo qualche cambiamento di programma in corsa, hanno partecipato alcuni fra i numeri uno del comparto. Oltre allo stesso Bufi, l’a.d. di Banca Mediolanum Massimo Doris, il presidente e a.d. di Azimut Pietro Giuliani, il numero uno di Finanza & Futuro Armando Escalona, il co-direttore generale di Banca Generali Gian Maria Mossa e l’amministratore delegato di Fideuram Vita Antonello Piancastelli.

UN VANTAGGIO “PROVVISORIO” – Si è parlato di professione oltre la crisi del modello di distribuzione bancaria, e il parere che occorra battere il ferro finché è caldo approfittando del vantaggio fotografato dalla ricerca Bocconi è sembrato condiviso. “Oggi siamo in vantaggio”, ha concordato Giuliani, “ma quando i bancari capiranno che devono iniziare a fare quello che noi abbiamo sempre fatto, il settore passerà da 20mila ad alcune centinaia di migliaia di professionisti. In prospettiva, potremo passare a una posizione di debolezza, se nel frattempo non sappiamo fare la differenza. Il wealth management è una possibile evoluzione”.

VALORIZZARE LA PROFESSIONEBufi si è detto d’accordo, non bisogna perdere il vantaggio, ma si deve “investire di più, molto di più, sulla figura del promotore finanziario, con un quadro di riferimento, legislativo e contrattuale, che ne valorizzi la figura”. Scrosciante applauso dalla platea a queste parole, e il presidente ha scherzato: “gioco in casa”. Doris ha evidenziato che “il 2013 si è chiuso per tutti noi molto bene. Non mi sorprende quello che è accaduto. A fronte di un mercato difficile, la necessità di consulenza è aumentata”. Per Mossa, “il gap competitivo sarà comunque difficile da chiudere nel breve. Finora solo i migliori sono rimasti in campo”. E si torna a bomba: serve puntare sulla qualità del servizio. “Il lavoro cambierà proprio come sta già cambiando”, ha osservato Escalona. Quindi attenzione continua alla tecnologia ma anche al contesto. Mifid e consulenza, Crd 4 e remunerazione dei promotori, voluntary disclosure e rientro dei capitali: da domani si ricomincia – o meglio – si continua a lavorare. 

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