Barclays rivoluziona il metodo di pagamento dei suoi advisor

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Daniel Settembre di Daniel Settembre 13 Febbraio 2014 | 10:00
Una parte dello stipendio sarà mensile, un’altra metà trimestrale. E se il cliente si lamenta, il premio potrebbe essere ridotto.

LA SVOLTA ETICA – Lo stipendio sarà anche legato alla condotta. Una scelta quella che Barclays introduce nel sistema di pagamento per i suoi financial advisor americani che potrebbe fare scuola e anticipare una vera e propria rivoluzione nell’intera industria del risparmio gestito. Secondo quanto riportano fonti sentite dal Wall Street Journal, infatti, gli advisor della divisione Wealth & Investment Management riceveranno circa la metà del loro stipendio con una cadenza mensile.

STIPENDIO TRIMESTRALE
– L’altra metà – e qui sta la novità – sarà pagato ogni tre mesi. Entrambi i pagamenti saranno basati su una formula di produzione simile a quella delle altre aziende a stelle e strisce, ma il pagamento trimestrale terrà conto anche di criteri che includono la condotta professionale e i reclami dei clienti. Un eventuale scarso rendimento quindi potrebbe tradursi in un premio ridotto.

PREMIARE I TALENTI – L’obiettivo è anche quello di scrollarsi di dosso tutti gli scandali che hanno interessato la banca britannica negli ultimi anni. Tom Lee, che dirige la divisione di consulenza finanziaria negli Stati Uniti, ha difeso il nuovo modello di compensazione, entrato in vigore il 1° gennaio di quest’anno, dicendosi sicuro che la banca “rimarrà competitiva e continuerà a premiare il talento. È un cambiamento importante per l’industria e un passo importante in una sorta di allineamento delle nostre pratiche di remunerazione nell’interesse dei nostri clienti”.

DURA COMPETIZIONE – Decisione che però ha spinto già alcuni dei circa 275 advisor statunitensi di Barclays a cercare “un posto al sole” altrove. Secondo alcuni la mossa potrebbe infatti risultare un’arma a doppio taglio per la stessa banca. La rete di consulenza di Barclays è minuscola in confronto a quella dei colossi americani come Morgan Stanley che conta oltre 16mila advisor, o come Wells Fargo, con i suoi 15mila. E, secondo molti esperti del lavoro, se le stesse big della finanza non seguiranno l’esempio “etico” per Barclays in futuro il reclutamento potrebbe essere tutto in salita.

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