Borgonovo (Az Investimenti): Il futuro dei nostri pf? Leader per portafoglio

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Marco Muffato di Marco Muffato 15 Aprile 2014 | 14:46
La strada dello sviluppo sta passando anche attraverso politiche inedite di selezione e inserimento nella rete di ex broker, gestori e venture capitalist, in cerca di nuoveavventure professionali.

AZ Investimenti sim vuole ritagliarsi un ruolo di primo piano nel gruppo Azimut e nel mercato. Come spiega l’amministratore delegato Donato Borgonovo, che in questa società è entrato nel maggio 2007 come responsabile Lombardia, dopo 20 anni trascorsi in Banca Fideuram.

Borgonovo, partiamo dal business. Quali sono i vostri obiettivi di raccolta netta nel 2014?
AZ Investimenti, coerentemente con tutto il settore e con il gruppo Azimut, ha battuto nel 2013 il suo record di raccolta con 450 milioni di raccolta netta in risparmio gestito. E per quest’anno le prospettive sono ancora più promettenti. Il nostro obiettivo è di 500 milioni di raccolta netta in gestito ovvero una raccolta pro capite di poco meno 2,5 milioni di euro per i nostri 220 pf. Sono ottimista, nei primi due mesi abbiamo raccolto 100 milioni di euro di gestito e proseguendo a questi ritmi già a ottobre potremmo aver raggiunto il nostro obiettivo annuale.

Nei risultati di inizio anno c’è lo zampino di Libera Impresa, il progetto del gruppo Azimut a sostegno delle imprese?
Libera Impresa è certamente un traino eccezionale per stabilire una relazione con gli imprenditori e far loro comprendere la nostra capacità di partnership nei loro confronti. Stiamo intavolando trattative importanti che andranno in porto nei prossimi mesi e prima dell’estate potremo misurarne gli effetti.

Come vuole caratterizzarsi AZ Investimenti nell’universo Azimut?
Puntiamo ad avere entro il 2015 pf dal portafoglio pro capite pari 20 milioni di euro, con il portafoglio medio più alto del mercato. Oggi il pro capite è di 12,5 milioni di euro, ma al nord è già di 15 milioni di euro. Conseguentemente, l’attuale patrimonio complessivo di 2,7 miliardi di euro, di cui in gestito 2,5 miliardi, auspichiamo possa passare a 3 miliardi nel 2014 e a 4 miliardi nel 2015.

A proposito di portafogli, state attuando una politica di inserimento di ex broker e gestori nella rete dei pf. Con quali risultati?

Abbiamo deciso di intercettare professionisti come i broker, in difficoltà per effetto dei cambiamenti normativi, perché lavorano nel settore finanziario, hanno un portafoglio di relazioni importanti ed entrando in AZ Investimenti trovano un gruppo capace di assecondarne idee e esigenze peculiari. Così sono arrivati da noi quattro broker di Equita sim come Maurizio Pedrazzini, Marco Stoppani, Vincenzo Falsitta e Carlo Barontini. Con loro continuiamo una strada intrapresa nel 2011, quando è venuto a lavorare in AZ Investimenti Andrea Zavolta, per 15 anni in Arca come gestore senior del fondo Equity Usa. Dopo un iniziale ambientamento e grazie alla sua preparazione, Zavolta in appena due anni ha realizzato un portafoglio superiore ai 50 milioni di euro. Così come crediamo molto anche in Stefano Miari, ex venture capitalist per EarlyBird Venture Capital, chiamato a sviluppare relazioni e accordi con la clientela istituzionale.

Novità nella struttura manageriale di vertice?

Fabio Arioldi, dal 2007 in AZ Investimenti dopo una permanenza in Banca Fideuram di dieci anni, è il nuovo area manager del Triveneto, cioè di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Arioldi si aggiunge agli altri area manager, che sono Augusto Bizzo per Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Campania, Augusto Cazzaniga per Lombardia e Liguria e Riccardo Maffiuletti ancora per Lombardia e Piemonte. Aggiungo la business unit specializzata sul recruiting in tutto il territorio nazionale affidata a Giancarlo Grammatico, ex area manager di Banca Euromobiliare, e Stefano Tosi. Grammatico e Tosi sono a capo di un progetto che prevede di raggiungere i 500 milioni di euro masse nel giro di un triennio. Un timing che stanno rispettando: nel giro di un anno e mezzo sono entrati già 250 milioni di masse.

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