Si mette nei guai con due grosse banche, sospeso un promotore

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di Redazione 4 Giugno 2014 | 10:00
Mentre operava per una ha acquisito somme di pertinenza di 11 clienti per un totale di circa 587.850 euro. L’altra l’ha accusato di indebite appropriazioni a danno di…

SOSPESO IN VIA CAUTELARE – È stato sospeso in via cautelare, per un periodo di sessanta giorni e con delibera 18910, Fabrizio Silveri, classe 1965, iscritto all’Albo dal 1992. Una vicenda che ruota attorno alle segnalazioni arrivate da Banca Mps e Banca Fideuram. È successo questo: con note del 12 agosto 2013, del 23 ottobre 2013, del 20 febbraio 2014, del 17 marzo 2014 e del 4 aprile 2014, Rocca Salimbeni ha comunicato gravi irregolarità poste in essere da Silveri nello svolgimento dell’attività di promotore finanziario. In pratica, si legge sulla delibera, “ha acquisito somme – per il periodo 2012/2013 – di pertinenza di 11 clienti per un ammontare complessivo pari a circa 587.850 euro, tramite la ricezione di 22 assegni emessi dai clienti senza l’indicazione del beneficiario”.

AMMISSIONI VERBALI
– Il 30 luglio 2013, le funzioni di controllo interno della banca hanno provveduto a incontrare il promotore per chiarimenti. In quella sede l’uomo, secondo quanto riportato dall’intermediario, ha riconosciuto verbalmente le irregolarità contestategli dichiarando di essersi fatto rilasciare da alcuni clienti assegni privi dell’indicazione del beneficiario, di aver contraffatto in alcuni casi la firma di girata dei titoli in questione e di aver consegnato agli stessi clienti anche false rendicontazioni, al fine di ripianare le perdite di gestione che avevano interessato le posizioni di clienti a lui associati.

INDEBITE APPROPRIAZIONI – Ma non finisce qui. Cessato il rapporto con Banca Mps, il promotore ha operato, a decorrere dal 19 agosto 2013, per conto di Banca Fideuram, la quale ha segnalato con nota del 10 aprile 2014 di aver provveduto a risolvere il contratto di agenzia con l’uomo in data 9 aprile 2014 a causa delle indebite appropriazioni che il medesimo avrebbe compiuto a danno di tre clienti, riservandosi di trasmettere quanto prima l’esito degli accertamenti in corso. Ritenuti sussistenti a carico del promotore elementi che fanno presumere il perfezionamento dell’acquisizione, anche mediante distrazione a favore di terzi, della disponibilità di somme di denaro di pertinenza dei clienti, della comunicazione ai clienti di informazioni non rispondenti al vero, della contraffazione della firma dei clienti e dell’accettazione di mezzi di pagamento con caratteristiche difformi da quelle prescritte, la Consob ha optato per la sospensione cautelare.

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