Albo unico, se non c’è ancora la colpa è di chi non riesce a fare rete

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di Maria Paulucci 21 Luglio 2014 | 07:35
La Felsa Cisl Nazionale in una nota: ciò che preoccupa e in parte sconcerta è l’atteggiamento dei tanti “attori” che se ne vanno ognuno per conto proprio.

TROPPO SILENZIO – “Un colpevole ritardo prima e il silenzio ora circondano la vicenda del mancato avvio dell’Albo unico della consulenza finanziaria, articolato in tre distinte sezioni, dopo che il nuovo Organismo e la nuova normativa inserita dal governo Renzi nel decreto legge sulla competitività è stata cancellata all’ultimo momento, a fine giugno, dal testo firmato dal capo dello Stato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale“. Così si esprime la Felsa Cisl Nazionale in un comunicato stampa ufficiale. “Una soluzione normativa che – seppur ancora da perfezionare per ridurre ed eliminare i possibili conflitti di interesse e di rappresentanza, garantire la tutela dei risparmiatori e di tutti gli attori e le forze in campo – anche la Felsa Cisl aveva auspicato e sostenuto da tempo”.

SERVE UNA VERA RETE
– “Ciò che preoccupa e in parte sconcerta è l’atteggiamento dei tanti ‘attori’ che se ne vanno ognuno per conto proprio e non riescono mai a fare realmente ‘rete’ insieme per far sì che questo nostro mondo abbia la visibilità, il giusto peso e ruolo che gli compete. La Felsa Cisl è impegnata a dipanare i grovigli di uno stop politico e tecnico e disponibile a collaborare, certa del ruolo e del protagonismo diretto della categoria che rappresenta”, conclude la nota.

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