Promotori, insegnare è un dono

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Il docente dovrebbe chiedersi se ciò che intende presentare si capisce e se contiene elementi di innovazione.

di Redazione28 agosto 2014 | 09:00

Nello scorso contributo abbiamo esaminato le criticità e i punti connessi all’apertura di una giornata di aula. È dunque il tempo di avviare la videoproiezione, e mostrare la diapositivatitolo. Sapendo, in ogni caso, che la prima parte dei contenuti di un corso ha, nel partecipante, un doppio livello di lettura: quello delle “cose” dette e quello dell’affidabilità del docente. Le prime parti di un corso stabiliscono, nuovamente, se in linea di principio starvi ad ascoltare può valer la pena o se vi sono timori che il tempo sia mal impiegato.

Questo deriva da due ordini di fattori, collegati tra loro: da un lato, infatti, la formazione talora viene erogata da docenti improvvisati, ed il partecipante ha appreso a difendere il proprio tempo, dall’altro, la quantità di innovazione presente nei contenuti dei corsi talora è minima, tanto da mettere a dura prova la pazienza del partecipante. Il docente, coerentemente, dovrebbe chiedersi se ciò che intende presentare si capisce e se contiene qualche elemento di innovazione. Diversamente, meglio riprogettare il corso.

L’inizio del corso dovrebbe rassicurare i partecipanti sul fatto che riceveranno conoscenze utili al loro lavoro; lo stesso “indice” del corso non dovrebbe essere “letto” ma arrivare dopo una breve introduzione che evidenzia i problemi che il corso è chiamato a risolvere. Per fare un esempio, inserire nell’indice “come acquisire nuovi clienti” è reso molto più interessante se la premessa del corso (che precede l’indice stesso) evidenzia la perdita continua di clienti da parte del mercato cui i partecipanti fanno riferimento. Solo in questo modo l’elemento di contenuto “nuovi clienti” si inserisce in un quadro motivazionale aperto.

Supportare l’apprendimento significa, anche, accompagnare la comprensione, fare ordine lungo il tragitto: riassumere i concetti più importanti, sintetizzare quanto visto in precedenza, suddividere in sezioni il programma della giornata, prevedere delle conclusioni o sintesi al termine di ogni modulo permette di alleggerire il carico di lavoro per chi vi ascolta e di seguirvi meglio. In fondo, gestire un aula richiede di essere educati, mettersi dal punto di vista dell’altro, chiedersi cosa stiamo donando ed essere certi che il dono sia ricevibile.


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