Europa, se ci sei batti un colpo!

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di Redazione 15 Settembre 2014 | 09:44
Afine agosto la somma del valore di tutte le Borse del mondo ha raggiunto l’astronomica cifra di 66 trilioni di dollari, poco più di 50.000 miliardi di euro. Si tratta all’incirca del Pil totale del pianeta in un anno.

66 TRILIONI DI DOLLARI – Afine agosto la somma del valore di tutte le Borse del mondo ha raggiunto l’astronomica cifra di 66 trilioni di dollari, poco più di 50.000 miliardi di euro. Si tratta all’incirca del Pil totale del pianeta in un anno (poco meno, in realtà). Nel fare i conti la reporter di Bloomberg, Inyoung Hwang, ha aggiunto che nello stesso mese il valore globale delle azioni è salito di 2.2 trilioni di dollari, grazie all’apporto di alcuni mercati, fra cui Brasile e Giappone, oltre al raggiungimento a Wall Street del record storico dei 2000 punti per l’indice S&P500. Casualmente, sia detto solo per inciso, il maggior valore che ha visto lievitare del +3.8% il Msci All-Country Index è in sostanza pari al debito pubblico italiano. La crescita delle borse di agosto, nel suo complesso, è un risultato insperato, viste le nuvole che si sono agitate nei cieli, fra tensioni geopolitiche, timori di stretta monetaria a fronte di dubbi sulla reale ripresa negli Usa e conferma dello stato di trance che vive l’Europa.

USCIRE DALLO STATO IPNOTICO – La trance è uno stato psicofisiologico caratterizzato da fenomeni quali insensibilità agli stimoli esterni, perdita o attenuazione della coscienza, dissociazione psichica. Quale altra definizione spiega meglio quel che si vive ai piani alti delle cancellerie europee? Ma tant’è, all’Eurotower di Francoforte, per fortuna c’è qualcuno che è rimasto sveglio e dimostra di avere una strategia chiara, quella di comprare il tempo necessario (quanti anni?) affinché i governi UE riescano a uscire dallo stato ipnotico. Purtroppo, però, non c’è da essere ottimisti, almeno nel breve. L’intera Ue resta schiava dei suoi stessi parametri “stupidi”, oltre a tic e coazioni a ripetere, che sembrano resistere a ogni logica di buon senso, se confrontati con quanto hanno fatto Usa e Gb per uscire dalla crisi del 2007-2008. Il rischio è che l’autunno europeo, invece che “caldo” come blatera qualche sindacato nostrano, si riveli assai freddo. Nei numeri innanzitutto, con una conclamata recessione Ue e una fiducia di imprese e consumatori sotto terra, nei paesi “forti” come in quelli “deboli”. Con tanto di deflazione strisciante, o peggio, e il timore che si spezzi la corda sugli approvvigionamenti del gas russo. Non sarà la terza guerra mondiale, ma poco ci manca. Europa, se ci sei batti un colpo!

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